Flotte aziendali settembre

ANFIA, ANIASA, Motus-E e UNRAE chiedono una riforma per sostenere le imprese e accelerare il rinnovo del parco circolante

Flotte aziendali settembre – La torna al centro del dibattito sul futuro dell’automotive italiano. ANFIA, ANIASA, Motus-E e UNRAE hanno presentato al Ministero dell’Economia e delle Finanze e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri una proposta congiunta per rivedere il sistema fiscale delle auto aziendali e rafforzare un canale considerato strategico per il mercato.

L’obiettivo è sostenere la domanda di veicoli nuovi, accelerare la transizione verso modelli a zero e basse emissioni e favorire il progressivo rinnovo del parco circolante italiano, anche alla luce della conclusione degli incentivi all’acquisto.

Il canale aziendale italiano resta sotto la media europea

In Italia il canale aziendale rappresenta poco meno del 30% delle nuove immatricolazioni, mentre nell’Unione europea la quota si avvicina al 60%. Secondo le associazioni, questo divario limita la diffusione delle motorizzazioni elettriche e ibride plug-in e rallenta il ricambio complessivo del parco.

Il ruolo delle flotte non si esaurisce infatti nelle nuove immatricolazioni. I veicoli aziendali entrano successivamente nel mercato dell’usato, contribuendo a rendere disponibili vetture più recenti, efficienti e tecnologicamente aggiornate.

Una proposta da 515 milioni di euro per il triennio 2027-2029

La proposta elaborata dalle quattro associazioni punta a favorire l’immatricolazione di circa 400.000 veicoli a zero e basse emissioni nel periodo 2027-2029. L’impegno finanziario stimato per l’intervento è di 515 milioni di euro.

Il progetto comprende inoltre l’eliminazione della penalizzazione fiscale relativa alla ricarica domestica dei veicoli aziendali. Per questa misura viene stimato un impatto sui conti pubblici inferiore a 2,5 milioni di euro. L’intento è creare un intervento strutturale capace di sostenere il mercato senza limitarsi a una misura temporanea di incentivazione.

Flotte aziendali come leva per la transizione energetica

La proposta si inserisce nel più ampio quadro delle politiche europee dedicate alla decarbonizzazione, alla competitività industriale e alla sicurezza energetica. Dal Clean Corporate Vehicles Regulation all’Industrial Accelerator Act, fino all’Electrification Action Plan, le flotte aziendali assumono un ruolo crescente nelle strategie europee per accelerare l’elettrificazione.

Secondo ANFIA, ANIASA, Motus-E e UNRAE, anche la clausola di flessibilità europea può offrire uno spazio finanziario da destinare a investimenti con effetti strutturali sulla riduzione delle emissioni e sulla transizione verso una mobilità più sostenibile.

Un effetto che potrebbe estendersi al mercato dell’usato

Il rafforzamento del canale aziendale avrebbe effetti potenziali anche oltre il mercato del nuovo. Un maggior numero di veicoli elettrici, ibridi plug-in e a basse emissioni nelle flotte potrebbe infatti tradursi, negli anni successivi, in una maggiore disponibilità di modelli più efficienti nel mercato dell’usato. Per le associazioni, si creerebbe così un circolo virtuoso capace di coinvolgere l’intera filiera automotive: dalla produzione alla vendita, fino al mercato secondario.

La richiesta al Governo per la prossima Legge di Bilancio

ANFIA, ANIASA, Motus-E e UNRAE chiedono ora un confronto con il Governo per rendere operativa la proposta già a partire dalla prossima Legge di Bilancio. L’obiettivo dichiarato è trasformare le flotte aziendali da un canale ancora poco sviluppato rispetto alla media europea in una leva stabile per sostenere il mercato automotive, accelerare l’elettrificazione e contribuire al rinnovo del parco circolante italiano.

Redazione Fleetime

Fonte ANIASA