Mobilità digitale, la fiducia passa dalla sicurezza
Dati, pagamenti e cybersecurity al centro dell’Agorà Netgroup. Telepass: ogni anno gestite circa 1,5 miliardi di transazioni, mentre la mobilità si trasforma in una piattaforma sempre più digitale
Mobilità digitale – Passare al casello senza fermarsi, acquistare un biglietto ferroviario dallo smartphone, pagare il parcheggio a distanza o sbloccare un monopattino attraverso un’app sono ormai operazioni quotidiane. Dietro questa semplicità, però, c’è una complessa infrastruttura digitale fatta di dati, reti, API e transazioni finanziarie.
È proprio il rapporto tra innovazione, sicurezza e fiducia il tema al centro dell’Agorà Netgroup, l’incontro dedicato alla tecnologia e alla cybersecurity dal titolo “La mobilità del futuro: connessa, semplice e sicura. L’Italia si muove digitale: numeri, abitudini e sicurezza nei pagamenti”, moderato dalla giornalista Roberta De Marco.
Più servizi, più dati da proteggere
Per Salvatore Gesuele, amministratore delegato di Netgroup, la sicurezza non può essere considerata un elemento aggiuntivo rispetto al servizio, ma deve essere integrata fin dalla progettazione.
La progressiva digitalizzazione della mobilità amplia infatti la superficie potenzialmente esposta agli attacchi informatici. Sensori, dispositivi distribuiti sul territorio, reti di comunicazione e sistemi centrali devono funzionare in modo coordinato, mentre la quantità di informazioni raccolte sugli spostamenti degli utenti aumenta.
Un eventuale malfunzionamento non riguarda soltanto il singolo servizio: in una mobilità sempre più connessa, l’interruzione di un’infrastruttura può avere ripercussioni anche sul traffico e sulle attività economiche.
L’Italia digitale e il problema della fiducia
Gianluca Sgueo, docente a SciencesPo e direttore del dipartimento digitale della Fondazione Einaudi, ha individuato nella mobilità una chiave per leggere alcune delle principali differenze che caratterizzano la digitalizzazione italiana.
Secondo Sgueo, emergono tre asimmetrie: quella geografica, quella tra utilizzo e fiducia e quella tra grandi e piccole imprese. A queste si aggiungono questioni sempre più rilevanti, dalla sicurezza alla sovranità tecnologica, fino al rapporto tra semplicità dei servizi e autonomia degli utenti.
Il punto centrale è quindi la distanza tra la velocità con cui vengono introdotti nuovi servizi digitali e la capacità degli utenti di sviluppare una fiducia adeguata nei sistemi che li gestiscono.
Telepass: 1,5 miliardi di transazioni all’anno
Un esempio concreto di questa trasformazione arriva da Telepass. Luca Daniele, Chief Financial Officer dell’azienda, ha illustrato l’evoluzione di una realtà nata 35 anni fa con il telepedaggio e oggi trasformata in una piattaforma dedicata a diversi ambiti della mobilità.
Telepass opera come istituto di pagamento e di moneta elettronica sotto la vigilanza della Banca d’Italia e gestisce circa 1,5 miliardi di transazioni di pagamento ogni anno.
La piattaforma comprende oggi oltre 25 servizi, dai parcheggi ai taxi, dal pagamento del carburante alla ricarica dei veicoli elettrici. L’azienda conta inoltre oltre 6 milioni di clienti privati e più di 10 milioni di dispositivi.
La semplicità nasconde un sistema complesso
Per l’utente, l’esperienza rimane estremamente semplice: un dispositivo, un’app o un sistema automatico permette di effettuare un pagamento senza procedure particolarmente complesse.
Dietro questa semplicità, però, devono funzionare sistemi capaci di autorizzare le operazioni, garantire i pagamenti agli esercenti e proteggere contemporaneamente dati personali e informazioni finanziarie.
È proprio qui che la sicurezza diventa parte integrante dell’esperienza di mobilità. La fiducia può richiedere anni per essere costruita, ma può essere compromessa rapidamente da un errore, una frode o una violazione dei datiersa quindi una questione.
La prossima sfida è ridurre il divario
Dal confronto è emersa quindi una questione destinata ad assumere un peso crescente: la mobilità italiana sta diventando digitale più rapidamente della fiducia che la accompagna.
La sfida non riguarda soltanto le singole aziende, ma l’intero ecosistema tecnologico. Interoperabilità, continuità operativa, protezione dei dati e collaborazione tra operatori saranno elementi fondamentali per costruire servizi di mobilità sempre più integrati.
La digitalizzazione, in altre parole, non si misura soltanto dal numero di servizi disponibili. Perché possa diventare realmente parte della vita quotidiana, deve essere accompagnata dalla capacità di garantire sicurezza, affidabilità e trasparenza a ogni transazione.


Lascia un commento