Sistemi ADAS

Manutenzione, calibrazione, controlli periodici e accesso ai dati sono le nuove sfide per garantire l’efficienza degli ADAS durante tutto il ciclo di vita del veicolo, tra evoluzione tecnologica e necessità di procedure condivise

Sistemi ADAS – la presenza degli ADAS a bordo non è sufficiente, da sola, a garantire la sicurezza del veicolo. Telecamere, radar, sensori e software devono infatti rimanere efficienti e correttamente calibrati per tutta la vita dell’auto. È questo il messaggio emerso a Roma durante “La sicurezza invisibile: ADAS, manutenzione e cultura della prevenzione nell’era dell’auto intelligente”, appuntamento di Autopromotec – The Dialogues, ospitato presso la sede dell’Automobile Club d’Italia.

L’incontro, introdotto da Alessandro Lago, direttore responsabile di Quattroruote, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, della Polizia Stradale e dell’industria delle autoattrezzature, mettendo a confronto le esigenze di automobilisti, officine, centri di revisione, assicurazioni e costruttori.

Secondo i dati citati da Alessandra Zinno, Direttore ACI per l’Educazione Stradale, la Mobilità e il Turismo, gli ADAS determinano una riduzione del rischio globale di incidente del 38% rispetto ai veicoli che ne sono privi. La frenata automatica d’emergenza, in particolare, può ridurre i sinistri del 35% e i tamponamenti del 45%. Numeri che rafforzano l’importanza della corretta manutenzione e della formazione degli automobilisti.

Dai sensori alle revisioni: servono procedure condivise

Un parabrezza sostituito, un urto o interventi su paraurti, sospensioni e sterzo possono modificare la posizione dei sensori e comprometterne la precisione. Come sottolineato da Andrea Lupi di MAHLE, la calibrazione deve quindi diventare una pratica ordinaria, al pari dei controlli su freni, pneumatici e sterzo.

Anche la gestione dei dati assume un ruolo crescente. Il Commissario Capo Tecnico ing. Mario Porretto della Polizia Stradale ha evidenziato come gli Event Data Recorder permettano di ricostruire alcuni secondi precedenti un incidente, ma non sempre forniscano informazioni sufficienti sul contesto e sulla sequenza delle azioni compiute dal conducente e dal sistema.

Dal confronto è emersa inoltre la necessità di valutare l’inserimento dei controlli ADAS nelle revisioni periodiche. Stefano Delfini di NEXION ha illustrato possibili verifiche visive, elettroniche e funzionali, che dovranno essere affidabili, ripetibili e sostenibili per i centri di revisione.

Verso standard europei per l’auto intelligente

Il quadro normativo è in evoluzione. Emiliano Pasin di TEXA ha ricordato la proposta della Commissione europea del 24 aprile 2025 per aggiornare il Roadworthiness Package, includendo anche i veicoli connessi e dotati di ADAS. Il percorso legislativo è ancora in corso e dovrà definire modalità e standard applicativi.

La direzione indicata dal confronto romano è quindi quella di procedure armonizzate, accesso standardizzato ai dati diagnostici, formazione e collaborazione tra tutti gli attori della filiera.

Come ha sottolineato Mauro Severi, presidente AICA, l’obiettivo è accompagnare l’innovazione con regole efficaci e sostenibili, trasformando la tecnologia in un beneficio concreto e duraturo per la sicurezza stradale.

Redazione Fleetime

Fonte AUTOPROMOTEC