2035

Dopo anni di elettrificazione accelerata, Bruxelles apre a una maggiore neutralità tecnologica. Il Parlamento europeo avanza una proposta per rivedere gli obiettivi del 2035, mentre i costruttori chiedono maggiore libertà industriale. Una svolta che potrebbe cambiare il futuro dell’automobile europea.

2035 – Per anni il futuro dell’automobile europea è sembrato già scritto: progressivo abbandono dei motori termici e passaggio all’elettrico entro il 2035. Una strategia che ha orientato investimenti miliardari e programmi industriali dei principali costruttori. Oggi, però, quello scenario è oggetto di una revisione. Le difficoltà del mercato, i costi delle auto elettriche, le infrastrutture di ricarica e la concorrenza internazionale stanno spingendo Bruxelles a riconsiderare le proprie scelte.

Il 2035 torna in discussione

Il 4 novembre 2026 la commissione Ambiente del Parlamento europeo ha sostenuto una revisione degli obiettivi sulle emissioni delle nuove automobili. La proposta punta a ridurre dal 100% all’87,5% il taglio previsto per il 2035 rispetto ai livelli del 2021, introducendo ulteriori meccanismi di compensazione legati anche all’impiego di acciaio europeo a basse emissioni. Il nuovo sistema potrebbe quindi lasciare spazio a una quota residua di emissioni non soggetta a compensazione.

Non si tratta ancora dell’abolizione dello stop ai motori termici, ma di un passaggio politico significativo. Il testo dovrà affrontare il voto della plenaria e il successivo confronto con il Consiglio dell’Unione europea prima di diventare definitivo.

I costruttori chiedono più libertà

Dietro questo cambiamento c’è anche la pressione dell’industria automobilistica europea. L’ACEA, l’associazione dei costruttori, ha più volte chiesto maggiore flessibilità normativa. Volkswagen, BMW, Mercedes-Benz, Renault e Stellantis si trovano ad affrontare un mercato che non ha seguito ovunque i ritmi di elettrificazione inizialmente previsti.

Tra le principali criticità della transizione elettrica emergono:

  • Costi delle batterie e prezzi di acquisto ancora elevati per una parte delle famiglie.
  • Domanda disomogenea tra i mercati europei e dipendente dagli incentivi pubblici.
  • Infrastrutture di ricarica in crescita, ma distribuite in modo non uniforme.
  • Concorrenza asiatica che mette sotto pressione la competitività dell’industria europea.

La questione non riguarda soltanto quale motore utilizzare, ma la competitività futura dell’intero settore automobilistico europeo.

Torna la neutralità tecnologica

La revisione delle regole potrebbe lasciare maggiore spazio a motorizzazioni ibride, motori termici efficienti e carburanti rinnovabili, compresi biocarburanti ed e-fuels, secondo le condizioni che saranno eventualmente approvate. Non significa che dal 2035 tutte le auto Diesel e benzina potranno essere vendute liberamente. Significa che si sta cercando di superare una contrapposizione troppo rigida tra elettrico e combustione.

La decarbonizzazione resta una sfida fondamentale, ma deve conciliarsi con competitività industriale, sostenibilità economica e libertà di innovazione tecnologica. Il futuro dell’automobile europea potrebbe quindi essere più articolato rispetto a quello immaginato negli anni scorsi.

 

Redazione Fleetime

 

Fonte: Parlamento Europeo