Mercato e Valori Residui

Mercato e valore residui – In un mercato dell’auto caratterizzato da una transizione tecnologica accelerata e da un’offerta sempre più polarizzata, il valore residuo si conferma la bussola fondamentale per le scelte di acquisto di privati e aziende. I dati analizzati questa mattina dai principali osservatori del settore evidenziano un trend inequivocabile: l’ibrido certificato rimane il “porto sicuro” contro la svalutazione, segnando un distacco netto rispetto alle motorizzazioni termiche tradizionali e alle prime generazioni di elettrico puro.

Il “caso” Toyota e la tenuta del valore nel 2026

Il primato in questa speciale classifica è ancora una volta detenuto da Toyota. Secondo i rilevamenti odierni, un modello Full Hybrid (HEV) del brand giapponese mantiene, dopo 36 mesi e una percorrenza media standard, circa il 62% del suo valore originale. Si tratta di un dato eccezionale se confrontato con la media del mercato europeo, che attualmente si attesta intorno al 54%.

Questa resilienza finanziaria non è casuale: la percezione di affidabilità meccanica, unita a programmi di garanzia sull’usato che arrivano a coprire fino a 15 anni (previa manutenzione regolare), rende queste vetture estremamente appetibili nel mercato della seconda mano. Per i Fleet Manager, questo si traduce in canoni di noleggio a lungo termine più competitivi, poiché un valore residuo elevato permette di abbattere drasticamente la quota capitale del canone mensile e ottimizzare il TCO (Total Cost of Ownership).

Perché l’ibrido vince sull’usato?

Il successo dell’ibrido certificato nel 2026 risiede in tre fattori chiave che influenzano le decisioni dei buyer aziendali:

  • Libertà di circolazione: Le motorizzazioni Full Hybrid godono ancora di ampie deroghe nelle ZTL cittadine, evitando i blocchi che iniziano a colpire pesantemente anche i Diesel Euro 6 più recenti.
  • Efficienza reale: L’efficienza nei consumi urbani resta imbattuta, rendendo queste auto ideali per il commuting quotidiano senza la necessità di infrastrutture di ricarica domestiche o aziendali.
  • Certificazione delle batterie: L’usato garantito dai programmi ufficiali offre una certificazione dello stato di salute (Health Check) della batteria, eliminando il principale timore di chi acquista un’auto elettrificata di seconda mano.

Le sfide per il comparto Fleet e Noleggio

Nonostante il primato dell’ibrido, il mercato sta osservando con attenzione l’evoluzione delle BEV (Battery Electric Vehicles). Sebbene i valori residui dell’elettrico stiano iniziando a stabilizzarsi grazie a pacchi batteria più longevi, il divario con l’ibrido resta evidente. Gestire la “rivendibilità” dei veicoli a fine contratto è la sfida principale del 2026 per le società di noleggio.

Puntare sull’ibrido certificato oggi significa proteggere l’investimento finanziario contro le incertezze di una transizione energetica che, seppur tracciata, presenta ancora zone d’ombra sulla tenuta dei prezzi dell’usato su larga scala. Nel 2026, la concretezza batte ancora l’incertezza.

 

Redazione Fleetime

 

Fonte Dataforce Italia