Boom Ibride e Rischio Aumento Prezzi Elettriche
Le ibride dominano le preferenze per versatilità, ma il rincaro dei componenti asiatici minaccia i listini delle BEV nel corso del 2026.
Boom ibride – Le analisi finanziarie rilasciate questa mattina delineano uno scenario a due facce per il settore automotive europeo. Da un lato, si registra il consolidamento delle auto ibride come scelta prediletta da investitori e consumatori; dall’altro, cresce l’allerta per una nuova fiammata dei prezzi dei veicoli elettrici (BEV) causata dalle dinamiche della catena di approvvigionamento asiatica.
La “Passione” per l’Ibrido: Versatilità e Tenuta del Valore
Nel primo mese del 2026, i dati confermano che le motorizzazioni ibride (Full e Mild Hybrid) rappresentano la “vera passione” del mercato. La versatilità d’uso, unita a costi di gestione contenuti e a una minore svalutazione rispetto ai motori termici puri, ha convinto sia i privati che i Fleet Manager.
Secondo le ultime proiezioni di Dataforce, le ibride stanno assorbendo gran parte della domanda di chi non è ancora pronto al passaggio integrale all’elettrico, garantendo una transizione più fluida e una maggiore facilità di rivendita nel mercato dell’usato B2B.
L’Incognita Prezzi: lo spettro del Litio-Ferro-Fosfato (LFP)
Il settore guarda però con crescente preoccupazione alle notizie in arrivo dai fornitori asiatici. I principali produttori di celle per batterie hanno annunciato questa mattina nuovi aumenti tariffari sui componenti chiave, in particolare per le batterie al Litio-Ferro-Fosfato (LFP). Questa tecnologia, finora considerata la chiave per rendere le auto elettriche “economiche”, sta subendo una pressione sui costi che potrebbe riflettersi sui listini europei entro la metà del 2026. Gli analisti prevedono che questo rialzo possa frenare la discesa dei prezzi dei modelli BEV d’ingresso, complicando i piani di elettrificazione di massa promossi dalla Commissione Europea.
Strategie Aziendali: Blindare i Contratti
In questo contesto di incertezza, la strategia suggerita agli operatori B2B è quella della prudenza attiva. Come evidenziato dal Sole 24 Ore, molte aziende stanno cercando di chiudere i contratti di fornitura e noleggio nel primo trimestre, per proteggersi da eventuali ritocchi verso l’alto dei listini previsti per il secondo semestre dell’anno. La sfida per i produttori sarà ora quella di assorbire questi aumenti senza scaricarli interamente sull’utente finale, in un momento in cui la fiducia dei consumatori verso l’elettrico dipende proprio dal raggiungimento della parità di prezzo con i modelli tradizionali.
Redazione Fleetime


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