fRINGE bENEFIT 2026

Flotte green sempre più convenienti: le tabelle ACI confermano il vantaggio fiscale, 25% per le elettriche contro il 60% dei modelli più inquinanti

Fringe Benefit 2026 – La pubblicazione delle tabelle ACI in Gazzetta Ufficiale definisce con chiarezza il quadro fiscale 2026 per le auto aziendali ad uso promiscuo. In un contesto normativo in costante aggiornamento, emerge un messaggio netto: la leva economica continua a favorire l’elettrificazione. Il sistema di tassazione, strutturato in base alle emissioni di CO₂, premia infatti in modo evidente i veicoli a minore impatto ambientale, orientando le scelte delle imprese verso soluzioni più sostenibili.

Fringe benefit e politiche di welfare

Per il 2026 resta confermato il meccanismo a doppia soglia di esenzione per i fringe benefit. Il limite è fissato a 1.000 euro per la generalità dei dipendenti, mentre sale a 2.000 euro per i lavoratori con figli a carico. Entro questi tetti, l’assegnazione di un’auto aziendale per utilizzo sia professionale sia privato si conferma uno strumento di welfare ad alto valore percepito, capace di ridurre il carico fiscale per l’azienda e, allo stesso tempo, offrire un beneficio concreto al dipendente.

Elettrico e termico: una distanza fiscale marcata

L’imponibile su cui viene calcolata la tassazione deriva da una percentuale del costo chilometrico convenzionale ACI, calcolato su una percorrenza standard di 15.000 km annui. Le nuove tabelle evidenziano chiaramente il vantaggio riservato ai veicoli a zero emissioni.

  • Auto elettriche (BEV): per i veicoli con emissioni di CO₂ inferiori a 60 g/km, la tassazione del fringe benefit è fissata al 25% dell’imponibile, rappresentando l’aliquota più favorevole e con un impatto limitato sulla retribuzione netta.

  • Auto termiche più inquinanti: superate le soglie emissive, la pressione fiscale aumenta progressivamente: 30% fino a 160 g/km, 50% fino a 190 g/km, per arrivare al 60% oltre i 190 g/km di CO₂. Un divario che penalizza in modo significativo le motorizzazioni tradizionali.

La scelta dei Fleet Manager: focus sul TCO

La pianificazione delle flotte richiede oggi un’analisi approfondita del Total Cost of Ownership (TCO), in cui il fattore fiscale gioca un ruolo determinante. Optare per l’elettrico non risponde più soltanto a logiche ambientali, ma rappresenta una scelta finanziariamente solida. Il vantaggio derivante da un’aliquota ridotta al 25%, rispetto al 50–60% dei veicoli più inquinanti, consente di compensare ampiamente i costi di gestione, rendendo le BEV uno strumento efficace per contenere le spese legate al personale e attrarre nuovi talenti.

Redazione Fleetime

 

Articolo aggiornato il 4 febbraio 2026 con i coefficienti definitivi delle Tabelle ACI e le disposizioni della Legge di Bilancio