Industria italiana automotive

ANFIA accoglie con favore l’apertura a nuove auto piccole, ma chiede alla Commissione UE un piano concreto basato sulle 10 proposte chiave per la competitività del settore, a tutela del “Made in Europe”.

Industria italiana automotive – in risposta alle recenti dichiarazioni della portavoce della Commissione Europea, Paula Pinho, l’Associazione Italiana dell’Industria Automobilistica (ANFIA) ribadisce la necessità di un piano strategico robusto e immediato per il settore. Sebbene l’apertura a una nuova categoria di piccole autovetture sia vista come un segnale positivo, l’industria italiana sottolinea che la competitività delle produzioni di veicoli e componenti richiede un intervento più ampio e incisivo. A tal fine, ANFIA indica chiaramente una roadmap: le proposte contenute nel “Rapporto Draghi” che, in un capitolo dedicato, ha già delineato le priorità per la filiera.

Dall’incontro del Dialogo Strategico di domani, l’industria si aspetta l’emergere di proposte concrete per affrontare i punti nevralgici del settore, dalla revisione degli obiettivi di transizione per veicoli leggeri e pesanti fino all’adozione di misure di protezione per il “made in Europe”.

Industria italiana automotive – le proposte del “Rapporto Draghi”: una Roadmap per la competitività

Il “Rapporto Draghi” funge da piano d’azione per il rilancio del settore, e ANFIA ne evidenzia i punti salienti, essenziali per un futuro sostenibile e prospero:

  • Competitività e Costi di Trasformazione: Le aziende europee devono poter contare su costi di produzione competitivi, a partire dall’approvvigionamento energetico. Per garantire questo, il piano propone di sviluppare un’azione industriale coordinata a livello europeo e di livellare le condizioni globali per migliorare l’accesso al mercato, salvaguardando così la catena del valore e la produzione sul continente.
  • Coerenza Normativa e Neutralità Tecnologica: Un’altra priorità è la coerenza e la prevedibilità della legislazione. Il settore chiede che la prossima regolamentazione adotti un approccio tecnologicamente neutro nella revisione del pacchetto Fit-for-55. Questo permetterebbe di valorizzare tutte le soluzioni a basse emissioni, compresi i carburanti alternativi, in un quadro normativo che tenga conto della realtà economica e delle condizioni di mercato.
  • Innovazione e Infrastrutture: La transizione non può avvenire senza una solida base tecnologica e infrastrutturale. Il Rapporto propone la creazione di Distretti di accelerazione dedicati all’ecosistema automobilistico, il sostegno allo sviluppo di infrastrutture di ricarica e rifornimento e l’attuazione di una politica digitale che includa l’ecosistema dei dati e l’intelligenza artificiale. L’obiettivo è anche quello di sostenere progetti comuni europei in aree chiave, come la produzione di veicoli elettrici accessibili e lo sviluppo di tecnologie di guida autonoma.
  • Sviluppo del Capitale Umano: Infine, il piano sottolinea l’importanza di colmare le lacune di competenze e rispondere alle esigenze di riqualificazione della forza lavoro, un fattore critico per garantire che l’industria europea rimanga all’avanguardia.

ANFIA, facendosi portavoce di queste istanze, ribadisce la convinzione che la competitività del settore automobilistico europeo non possa prescindere da una strategia a lungo termine che affronti in modo concreto le sfide della transizione, proteggendo nel contempo un’industria vitale per l’economia del continente.

 

Redazione Fleetime

 

Fonte press ANFIA