L’avanzata del Dragone

Le ultime analisi di mercato confermano il boom dei marchi orientali: lo shock cinese scuote l’industria automotive e lancia l’allarme occupazione.

L’avanzata del Dragone – Il panorama automobilistico italiano sta attraversando una trasformazione radicale e senza precedenti. Secondo i dati consolidati dell’UNRAE e le analisi diffuse stamattina dai sindacati di settore (UILM), la penetrazione dei marchi cinesi ha raggiunto una soglia critica: ormai un’auto su cinque venduta sul territorio nazionale proviene da stabilimenti della Repubblica Popolare.

Il sorpasso elettrico e non solo

Se fino al 2024 la presenza cinese era percepita come marginale, il 2025 ha segnato il punto di svolta. La quota di mercato totale è balzata all’8,4%, raddoppiando i volumi dell’anno precedente, ma è nel segmento delle auto elettriche che il dato si fa dirompente: il 20% delle vetture alla spina immatricolate in Italia nell’ultimo anno è prodotto da colossi come BYD, MG e Leapmotor.

L’allarme “shock cinese”

Gli analisti definiscono questa fase come il nuovo shock cinese dell’automotive. Non si tratta più solo di una competizione sul prezzo, ma di una superiorità tecnologica e di filiera che sta mettendo in seria difficoltà i produttori europei e italiani.

Prezzi imbattibili: Modelli come la nuova Leapmotor A10 (distribuita in Italia tramite la rete Stellantis) vengono proposti con autonomie di 600 km a prezzi inferiori ai 13.000 euro, cifre inarrivabili per la manifattura locale.

Crisi industriale: La UILM ha lanciato proprio stamattina l’allarme per una “tempesta perfetta”: mentre i marchi cinesi espandono la loro quota, gli stabilimenti italiani registrano cali produttivi drastici, come il -22% di Pomigliano d’Arco.

Una penetrazione senza precedenti

L’ingresso massiccio di nuovi brand — da Omoda a Jaecoo, fino ai giganti Xiaomi e Nio — ha cambiato le abitudini degli italiani. Complice il calo del potere d’acquisto e l’aumento dei costi dei carburanti tradizionali (con il diesel che ha superato la benzina proprio in questi giorni), un italiano su cinque sceglie oggi l’affidabilità e il risparmio garantiti dai produttori d’Oriente.

La sfida per il 2026 sarà ora politica: il Governo e l’Europa sono chiamati a rispondere a una pressione commerciale che non accenna a fermarsi e che rischia di ridisegnare per sempre la gerarchia delle nostre strade.

Redazione Fleetime

Fonte UNRAE – IULM