L’usato elettrico italiano

Nel mercato B2B i concessionari esportano auto elettriche usate verso i Paesi nordici e importano vetture a benzina economiche per rispondere alla domanda interna

L’usato elettrico italiano – Il mercato dell’auto usata in Europa sta mostrando una dinamica sempre più evidente: molte vetture elettriche usate presenti in Italia vengono esportate verso i Paesi del Nord Europa, mentre i concessionari italiani acquistano dall’estero auto a benzina a basso costo da rivendere sul mercato nazionale.

Il fenomeno emerge dalle analisi del mercato professionale dell’usato diffuse da Federauto e da alcune piattaforme di scambio tra dealer europei. Nei canali B2B, infatti, una quota molto elevata delle auto esportate dai concessionari italiani è composta da veicoli elettrici, spesso con pochi anni di vita e chilometraggi contenuti.

Domanda diversa nei mercati europei

La ragione principale è legata alla diversa domanda nei vari Paesi europei. Nei mercati del Nord Europa l’auto elettrica è ormai ampiamente diffusa grazie a incentivi fiscali, infrastrutture di ricarica più capillari e politiche pubbliche favorevoli alla mobilità elettrica. Questo rende anche l’usato elettrico molto richiesto e con valori di mercato relativamente elevati.

In Italia, invece, la domanda per le vetture elettriche di seconda mano rimane più limitata. Tra i fattori che frenano il mercato ci sono il prezzo ancora percepito come alto, le preoccupazioni legate alla durata delle batterie e una rete di ricarica non ancora omogenea su tutto il territorio.

Perché i concessionari esportano le elettriche

Per questo molti concessionari scelgono di vendere all’estero le auto elettriche presenti nei loro stock, dove riescono a ottenere prezzi migliori, e reinvestire il ricavato acquistando vetture a benzina usate, generalmente più economiche, che incontrano più facilmente la domanda del mercato italiano.

Il risultato è un flusso commerciale piuttosto particolare: l’Italia esporta veicoli elettrici relativamente recenti verso i Paesi del Nord Europa e importa auto termiche di fascia più economica. Una dinamica che riflette le diverse velocità con cui la transizione verso la mobilità elettrica sta procedendo nei vari mercati europei.

 

Redazione Fleetime

 

Fonte Federauto