Rating Riparabilità

Non basta più essere “green”: se l’architettura del veicolo rende i ripristini antieconomici, il costo della polizza Kasko decolla. I nuovi parametri tecnici ridefiniscono i budget dei Fleet Manager.

Rating Riparabilità – Una nuova variabile finanziaria sta silenziosamente entrando nelle equazioni dei Fleet Manager italiani: il Rating di Riparabilità. Mentre l’attenzione è stata finora catalizzata dalle emissioni e dai consumi, i grandi broker assicurativi e le compagnie hanno iniziato a implementare proprio in queste ore nuovi protocolli basati sull’Intelligenza Artificiale per determinare il rischio e il costo delle polizze flotta.

La notizia, che sta circolando nei tavoli tecnici tra le compagnie e i principali centri di ricerca, segna la fine dell’era dei premi basati solo sul valore a nuovo del veicolo. Nel 2026, il fattore determinante è quanto costa – e se è possibile – riportare su strada un’auto dopo un sinistro lieve o moderato.

L’algoritmo della “Complessità Costruttiva”

L’adozione massiccia di sistemi ADAS avanzati, fari a matrice di LED e sensori integrati direttamente nelle scocche ha trasformato i piccoli urti cittadini in esborsi da migliaia di euro. L’AI utilizzata dai periti assicurativi ha evidenziato che molti modelli di ultima generazione, pur essendo sicuri, sono costruiti con architetture che rendono la riparazione estremamente complessa o, in molti casi, antieconomica.
Il risultato è una penalizzazione immediata sui premi:
  • Aumenti selettivi: Alcuni modelli premium ed elettrici stanno subendo incrementi dei premi Kasko fino al 18%.
  • Rischio “Total Loss”: L’algoritmo calcola il rischio che un danno superficiale coinvolga componenti strutturali o cablaggi ad alta tensione, trasformando il veicolo in un “danno totale” (veicolo da rottamare) anche per un impatto a bassa velocità.

L’impatto sul TCO e sulla scelta dei modelli

Per le aziende, questa dinamica sposta l’ago della bilancia del Total Cost of Ownership (TCO). Un’auto con un canone di noleggio competitivo può diventare improvvisamente onerosa se il premio assicurativo – o la quota di “ri-addebito” in caso di franchigia – sale drasticamente a causa di un basso indice di riparabilità. I Fleet Manager più avveduti iniziano a consultare i rating tecnici prima di inserire un modello in Car Policy, preferendo vetture progettate con una “manutenibilità” superiore. Questo trend sta spingendo i costruttori a rivedere il design dei paraurti e il posizionamento dei sensori radar, per evitare che un piccolo incidente da parcheggio possa compromettere l’intero valore dell’asset.

Una nuova era per il Fleet Management

La sfida del 2026 non è più solo la transizione energetica, ma la sostenibilità economica dei ripristini. Con l’entrata in vigore di questi nuovi parametri, la capacità di un’auto di essere riparata velocemente e a costi certi diventa una caratteristica premium tanto quanto la sua autonomia elettrica.

 

Redazione Fleetime

 

Fonte ANIA – dati di riparabilità e standard di sicurezza Thatcham Research.