Bonus Colonnine 2026: come finanziare l’infrastruttura in azienda
Sbloccati i nuovi fondi per le imprese: ecco la guida pratica per ottenere il contributo ed evitare errori nella domanda.
Bonus Colonnine 2026 – a febbraio 2026, la transizione ecologica delle flotte aziendali non passa più solo dalla scelta dei veicoli, ma dalla capacità di creare un’infrastruttura di ricarica proprietaria efficiente. La Realpolitik di questo trimestre parla chiaro: con la fine dei “bonus a pioggia” sulle auto nuove, il Governo ha dirottato circa 40 milioni di euro per il periodo 2026-2030 proprio sulle infrastrutture di ricarica. Per una PMI, installare colonnine o wallbox in azienda non è più un “vanto green”, ma una necessità operativa per ridurre il TCO e garantire l’autonomia della forza vendita.
Le novità del 2026 per le imprese
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha confermato che per tutto il 2026 le imprese e i professionisti possono accedere a contributi in conto capitale che coprono fino al 40% delle spese ammissibili. Non si parla solo dell’acquisto del dispositivo, ma di un pacchetto “chiavi in mano” che include la progettazione, le opere murarie necessarie, l’adeguamento degli impianti elettrici e persino i costi per la connessione alla rete.
Come presentare la domanda senza intoppi
L’esperienza degli anni passati insegna che la burocrazia può essere il vero ostacolo. Il portale gestito da Invitalia per conto del Ministero apre periodicamente delle finestre di “click day” o sportelli a sportello fino a esaurimento fondi. Per il 2026, la strategia vincente per le PMI è raccogliere già ora i preventivi certificati e le relazioni tecniche dei professionisti abilitati. Un errore comune è presentare fatture non conformi o pagate con metodi non tracciabili: per ottenere il rimborso, ogni transazione deve essere chiara e collegata al progetto approvato.
L’impatto strategico sul bilancio aziendale
Elettrificare il parcheggio aziendale oggi significa prepararsi allo Scope 3 del bilancio di sostenibilità. Avere colonnine proprie permette di monitorare con precisione i costi energetici, ricaricando nelle ore a tariffa agevolata o sfruttando eventuali impianti fotovoltaici esistenti. Il consiglio di Fleetime è di non guardare alla colonnina come a un accessorio, ma come a un asset strumentale che, grazie alle attuali agevolazioni fiscali, può essere ammortizzato in tempi record, trasformando la spesa energetica in un valore patrimoniale per l’azienda.
Redazione Fleetime
Fonte MIMIT


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