BYD e Omoda

Dati MIT: Mentre il mercato cresce del 7,6%, i marchi orientali segnano rialzi a tripla cifra

BYD e Omoda – I dati ufficiali sulle immatricolazioni di marzo 2026, diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, confermano una trasformazione radicale del panorama automotive italiano. In un mercato che ha raggiunto le 185.367 unità (+7,6%), il dato più dirompente riguarda l’affermazione dei costruttori cinesi. Marchi come BYD e Omoda non sono più semplici spettatori, ma attori protagonisti capaci di erodere quote di mercato ai brand storici europei attraverso una strategia basata su disponibilità immediata e contenuti tecnologici avanzati.

BYD e Omoda: una crescita senza precedenti

Analizzando i volumi di marzo, l’exploit dei brand orientali appare netto. BYD ha registrato una crescita del +190% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, trainata dal successo dei suoi SUV elettrici e dalla nuova gamma ibrida plug-in. Parallelamente, il debutto in massa del brand Omoda (Gruppo Chery) ha portato a un incremento delle registrazioni superiore al +250%. Questi numeri riflettono un travaso di clientela che, complici i nuovi incentivi statali, sta premiando il rapporto qualità-prezzo dei produttori cinesi a scapito delle motorizzazioni endotermiche tradizionali.

Il ruolo del noleggio e la crisi dei motori termici

Un fattore chiave di questa avanzata è il canale del noleggio a lungo termine, che a marzo 2026 è cresciuto del 15,2%. Le società di gestione flotte hanno inserito massicciamente i modelli cinesi nei loro listini, attratte da valori residui competitivi e tecnologie software di ultima generazione. Questo dinamismo contrasta con il declino dei motori tradizionali: a marzo, le auto a benzina hanno perso il 18,57% e il diesel è crollato del 26,36%. In questo vuoto lasciato dai marchi europei in fase di transizione, i brand cinesi si sono inseriti con modelli pronti alla consegna e prezzi aggressivi.

Conclusioni: un nuovo equilibrio di mercato

In sintesi, marzo 2026 segna il punto di non ritorno per la competitività dei marchi orientali in Italia. Con le auto elettriche (BEV) cresciute complessivamente del 73% nel mese, la capacità dei costruttori cinesi di dominare la catena del valore delle batterie garantisce loro un vantaggio competitivo che i gruppi europei faticano a colmare. La sfida per il resto dell’anno sarà osservare se i marchi tradizionali riusciranno a recuperare terreno o se assisteremo a una redistribuzione permanente delle gerarchie nel mercato automotive nazionale.

Redazione Fleetime

Fonte: Elaborazione dati ufficiali MIT e UNRAE – Aggiornato al 2 aprile 2026.