Aftermarket B2B

Mentre la vendita online diretta stenta a decollare, le previsioni di fine anno indicano una crescita del +37,7% per le transazioni digitali tra imprese: ecco come cambia la supply chain.

Aftermarket B2B – il settore dell’aftermarket automotive italiano si trova davanti a un bivio evolutivo senza precedenti. Se da un lato i dati correnti mostrano una resistenza culturale verso i canali di vendita digitale, dall’altro la pressione del mercato sta forzando un’accelerazione violenta nei processi di approvvigionamento B2B.

Il gap della distribuzione: Perché solo un’impresa su sette vende online?

Secondo le ultime rilevazioni settoriali, solo il 14,7% delle imprese della filiera aftermarket ha implementato una piattaforma di vendita online proprietaria. Questo dato fotografa una struttura distributiva ancora fortemente legata al rapporto fisico e alla consulenza telefonica, tipica dei ricambisti tradizionali e dei distributori locali.

Tuttavia, questo ritardo non è sintomo di immobilità, ma di una transizione complessa: la gestione digitale di cataloghi con migliaia di SKU (Stock Keeping Units) e la logistica dell’ultimo miglio restano le principali barriere all’ingresso per le piccole e medie imprese del settore.

La corsa al +37,7%: Il B2B come motore della ripresa

Il dato che scuote il comparto è la proiezione per la fine dell’anno: una crescita del +37,7% per le transazioni digitali B2B. Non parliamo solo di e-commerce pubblico, ma di integrazioni EDI (Electronic Data Interchange), portali d’ordine professionali e marketplace chiusi.

Le aziende che hanno già adottato strumenti digitali segnalano vantaggi competitivi immediati:

  • Riduzione degli errori d’ordine: L’integrazione con i database tecnici riduce i resi per pezzi incompatibili.
  • Ottimizzazione del magazzino: La visibilità in tempo reale delle scorte permette una gestione just-in-time più efficiente.
  • Velocità di esecuzione: L’automazione del processo d’acquisto libera risorse umane per attività a più alto valore aggiunto, come il supporto tecnico specializzato.

L’era dell’efficienza digitale

Per il professionista dell’aftermarket, il 2026 non è più l’anno del “se”, ma del “come”. Il passaggio dal 14,7% a un’adozione di massa è guidato dalla necessità di rispondere a una domanda sempre più frammentata e a veicoli tecnologicamente avanzati che richiedono una ricambistica precisa e veloce.

Le aziende che non presidieranno i canali digitali entro la fine dell’anno rischiano di restare escluse da una quota di mercato che cresce a tripla velocità rispetto ai canali tradizionali.

 

Redazione Fleetime

 

Fonte ANFIA