Tachigrafo 2026

Scatta l’obbligo G2V2 sopra le 2,5 tonnellate: ecco cosa rischia chi non pianifica subito il retrofit.

Tachigrafo 2026 – Il conto alla rovescia per il settore del trasporto leggero è ufficialmente iniziato. Dal 1° luglio 2026, il Regolamento UE 1054/2020 imporrà un cambiamento radicale per migliaia di piccoli e medi imprenditori italiani: l’obbligo del tachigrafo intelligente di seconda generazione (G2V2) per i veicoli commerciali leggeri (LCV) con massa massima autorizzata superiore a 2,5 tonnellate, qualora impiegati in operazioni di trasporto internazionale.

Fino ad oggi, il tachigrafo era percepito come un “fardello” esclusivo del trasporto pesante. La Realpolitik del 2026, invece, ci sbatte in faccia una realtà diversa: anche il mondo dei furgoni deve sottostare a regole ferree su tempi di guida e riposo. Non si tratta di una semplice installazione tecnica, ma di una rivoluzione nei processi aziendali. Molte PMI, che utilizzano furgoni per consegne transfrontaliere o assistenza tecnica oltre i confini del Brennero e del Frejus, rischiano di trovarsi con la flotta paralizzata se non agiscono immediatamente.

Cosa cambia tecnicamente?

Il nuovo dispositivo G2V2 non è un semplice registratore. Grazie al segnale satellitare GNSS, è in grado di registrare automaticamente ogni passaggio di frontiera e, novità assoluta, le operazioni di carico e scarico. Questo significa che la trasparenza sarà totale: le autorità di controllo europee avranno accesso a dati certificati e non manipolabili. Per il Fleet Manager, questo si traduce in una gestione più complessa della reportistica, ma anche in una tutela contro la concorrenza sleale di chi non rispetta i turni di riposo.

Il rischio del “collo di bottiglia”

Il vero pericolo per le imprese non è solo normativo, ma logistico. Tra maggio e giugno 2026 si prevede una corsa disperata alle officine autorizzate per il retrofit dei mezzi immatricolati prima del 2024. Aspettare l’ultimo momento significa esporsi a prezzi di installazione gonfiati e, peggio ancora, a lunghi tempi di attesa che potrebbero causare il fermo tecnico dei mezzi proprio nel picco della stagione estiva.

Sanzioni e operatività

Le sanzioni previste per chi circola in territorio internazionale senza il nuovo tachigrafo dopo il 1° luglio sono pesantissime: si parla di multe che superano i 3.000 euro, il fermo amministrativo del veicolo e il ritiro della carta di circolazione fino all’adeguamento avvenuto. Per una PMI, un solo veicolo bloccato all’estero può significare la perdita di una commessa vitale o penali contrattuali insostenibili.

Il nostro consiglio : Verificate oggi stesso la massa complessiva dei vostri furgoni destinati all’estero. Se superano i 2.500 kg, pianificate l’installazione del tachigrafo intelligente entro la fine di aprile. La prevenzione, in questo caso, è l’unico investimento che garantisce la continuità del business.

Redazione Fleetime