Caro Diesel

Il caro carburante torna a pesare sui bilanci di famiglie, imprese e flotte, mentre la dipendenza europea dal diesel rende il sistema dei trasporti sempre più esposto alle tensioni internazionali e alla volatilità dei prezzi dell’energia

Caro Diesel – L’Europa sta pagando un prezzo sempre più elevato per la sua forte dipendenza dal diesel. Secondo una nuova analisi di Transport & Environment (T&E), i prezzi record del carburante stanno generando un costo aggiuntivo di circa 203 milioni di euro al giorno per l’economia europea, in un contesto caratterizzato dalle tensioni geopolitiche e dalla crescente pressione sul mercato dei prodotti petroliferi raffinati.

Il dato restituisce la dimensione economica di un problema che non riguarda soltanto il prezzo esposto alla pompa. L’aumento del costo del diesel si riflette infatti sulla mobilità privata, sul trasporto delle merci e, in modo particolare, sui bilanci delle aziende che gestiscono flotte di veicoli.

Un continente ancora fortemente legato al diesel nonostante la transizione verso l’elettrico

La particolare esposizione dell’Europa dipende anche dalla composizione del parco circolante. Circa il 38% delle autovetture presenti sulle strade dell’Unione europea è alimentato a diesel, una percentuale che rende il continente particolarmente vulnerabile alle variazioni del prezzo di questo carburante.

La transizione verso motorizzazioni elettriche e a basse emissioni è già in corso, ma il parco circolante europeo cambia lentamente. Milioni di automobili diesel continueranno quindi a essere utilizzate ancora per molti anni, mantenendo elevata la domanda di carburante.

A questo si aggiunge il ruolo centrale del diesel nel trasporto professionale. Camion, furgoni e altri veicoli commerciali percorrono ogni anno centinaia di migliaia di chilometri, rendendo particolarmente significativo anche un aumento relativamente contenuto del costo per litro.

Per le flotte aziendali il problema si traduce direttamente in un aumento del TCO

Per i fleet manager, l’aumento del prezzo del diesel rappresenta una variabile che entra direttamente nel Total Cost of Ownership dei veicoli.

Il costo di acquisto o il canone di leasing sono soltanto una parte dell’equazione. Carburante, manutenzione, assicurazione, fiscalità, percorrenza e valore residuo determinano il costo complessivo di gestione di un’auto durante il suo ciclo di vita.

Quando il prezzo del diesel aumenta, il peso della componente energetica cresce rapidamente. Per una flotta composta da decine o centinaia di veicoli, anche pochi euro aggiuntivi per ogni rifornimento possono trasformarsi in migliaia di euro di costi supplementari nell’arco dell’anno.

L’effetto è ancora più evidente nelle flotte caratterizzate da percorrenze elevate e nei veicoli commerciali, dove il consumo di carburante rappresenta una delle principali voci di spesa operativa.

Un parco diesel ancora anziano aumenta l’esposizione al caro carburante

Un altro elemento significativo riguarda l’età del parco circolante. Secondo l’analisi di T&E, circa il 30% dei veicoli diesel europei ha più di 15 anni.

Si tratta di una quota importante di veicoli che continueranno a dipendere dal diesel e che, in molti casi, presentano consumi superiori rispetto alle generazioni più recenti.

Il problema diventa quindi anche una questione di rinnovo del parco auto. Accelerare la sostituzione dei veicoli più anziani può contribuire a ridurre i consumi, ma richiede investimenti e una valutazione attenta delle alternative disponibili.

Il diesel non pesa soltanto sul bilancio del singolo automobilista

L’aumento del prezzo del carburante produce effetti che vanno oltre il costo del pieno. Il diesel è infatti strettamente collegato alla movimentazione delle merci e alla logistica europea.

Quando aumentano i costi di esercizio dei camion e dei veicoli commerciali, una parte di questi maggiori costi può essere trasferita lungo la catena distributiva, influenzando il prezzo di trasporto e, indirettamente, quello dei beni e dei servizi.

Per le aziende, quindi, la volatilità del diesel rappresenta anche un rischio operativo. Un aumento prolungato dei prezzi può rendere più difficile prevedere con precisione i costi di mobilità e trasporto nei budget annuali.

La volatilità dell’energia cambia le valutazioni sulle nuove motorizzazioni

Il tema del diesel riporta al centro una domanda che molti fleet manager stanno già affrontando: quanto è opportuno continuare a dipendere da una singola fonte energetica?

La risposta non è uguale per tutte le flotte. Percorrenze, tipologia di utilizzo, disponibilità di infrastrutture di ricarica, tempi di fermo e caratteristiche dei veicoli devono essere valutati caso per caso.

Tuttavia, la crescente volatilità dei carburanti rende sempre più importante considerare il rischio energetico all’interno delle strategie di rinnovo. Un veicolo può avere un costo di acquisizione competitivo, ma diventare meno conveniente se il costo della sua alimentazione aumenta significativamente durante il periodo di utilizzo.

Redazione Fleetime

 

Fonte Transport & Environment