Flotte B2B, l’UE accelera: target al 69% di elettrico nel 2026
Secondo l’ultima analisi di Transport & Environment, alzare gli obiettivi di elettrificazione per le grandi aziende porterebbe due milioni di veicoli a zero emissioni in più sul mercato.
Flotte B2B – Il comparto delle flotte aziendali è ufficialmente al centro della strategia di decarbonizzazione europea. In una nuova ricerca pubblicata il 23 febbraio 2026, l’organizzazione Transport & Environment (T&E) ha chiesto alla Commissione Europea di imprimere una decisa accelerazione al settore business. La proposta è chiara: elevare il target medio di elettrificazione per le grandi flotte dal precedente 45% a un ben più ambizioso 69% entro la fine del 2026.
L’impatto sui volumi: 2 milioni di auto in più
La logica di T&E è basata sulla Realpolitik industriale. Le aziende acquistano oggi circa il 60% delle auto nuove in Europa. Imporre target vincolanti a questo segmento permetterebbe di immettere sul mercato due milioni di veicoli elettrici (BEV) aggiuntivi ogni anno. Questo volume, da solo, coprirebbe il 57% delle immatricolazioni necessarie per centrare gli obiettivi climatici dell’UE al 2030, fornendo ai costruttori la certezza della domanda necessaria per abbassare i prezzi di listino attraverso le economie di scala.
La “stretta” sugli ibridi plug-in
L’aspetto più dirompente del rapporto riguarda le motorizzazioni di transizione. T&E suggerisce di escludere gli ibridi plug-in (PHEV) dal conteggio dei nuovi target di elettrificazione. Secondo l’organizzazione, i dati reali di utilizzo dimostrano che le PHEV aziendali non garantiscono abbattimenti di CO2 sufficienti se non ricaricate costantemente, spingendo quindi per una focalizzazione esclusiva sull’elettrico puro (BEV) o sull’idrogeno (FCEV).
Conclusioni: una sfida per il Fleet Manager
Per le imprese italiane, questo scenario prefigura un cambio di passo normativo imminente. Se la Commissione Europea dovesse recepire queste indicazioni nella prossima revisione legislativa, il Fleet Manager non dovrà più gestire solo un benefit, ma una vera e propria variabile della compliance aziendale. La pianificazione del 2026 diventa quindi strategica: chi anticipa i target si assicura non solo il rispetto delle future norme, ma anche una posizione di vantaggio nella rendicontazione dello Scope 3 per il bilancio di sostenibilità.
Redazione Fleetime
Fonte T&E


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