IAA

Il rinvio della Commissione UE accende il dibattito sulla sovranità tecnologica: la filiera italiana chiede regole stringenti sul “veicolo europeo” per contrastare il dumping dei paesi low-cost.

IAA – Il braccio di ferro sulla competitività industriale europea si sposta di una settimana. Era attesa per oggi la presentazione dell’Industrial Accelerator Act (IAA), il pacchetto legislativo della Commissione UE destinato a ridefinire le regole del gioco per la manifattura continentale. Invece, la complessità del dossier ha spinto Bruxelles a un rinvio strategico al prossimo 4 marzo, aprendo una finestra critica per le pressioni delle associazioni di categoria.

L’allarme di ANFIA: la componentistica al bivio

In questo scenario di attesa, l’ANFIA (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica) ha alzato i toni, sollecitando l’integrazione di requisiti di local content nel testo finale. La posta in gioco è la sopravvivenza stessa della filiera: secondo le stime diffuse dall’Associazione, nei prossimi cinque anni oltre il 20% della componentistica prodotta in UE potrebbe essere sostituita da forniture extra-europee.

Il rischio non è solo economico ma sociale: “Si rischia di perdere 500.000 posti di lavoro altamente qualificati”, avverte il comunicato. Il settore, primo investitore privato in R&I, si trova oggi schiacciato tra politiche industriali aggressive di Paesi terzi, dumping sui prezzi e costi energetici strutturalmente più alti.

La proposta: definire il “Veicolo Europeo”

La richiesta di ANFIA, condivisa a livello europeo con il CLEPA, è netta: l’accesso a incentivi pubblici, appalti e flotte aziendali deve essere subordinato a una soglia di contenuto locale del 70% (batterie escluse).

Secondo Marco Stella, Presidente del Gruppo Componenti ANFIA, il nuovo “veicolo europeo” dovrebbe rispondere a criteri precisi:
Sviluppo e R&D all’interno dell’UE (con apertura al Regno Unito).
Assemblaggio finale in territorio comunitario.
Contributo dei fornitori Tier 1 con trasformazioni sostanziali avvenute in Europa.

Tutela per le tecnologie strategiche

Oltre alla soglia generale, l’industria chiede protezioni mirate per i componenti del futuro: powertrain elettrici ed elettronica di potenza. L’obiettivo è evitare che la transizione ecologica si trasformi in una mera operazione di importazione, svuotando di valore il tessuto industriale italiano ed europeo.

La palla passa ora a Bruxelles: il 4 marzo si capirà se l’Europa sceglierà la strada della sovranità tecnologica o se confermerà una dipendenza strutturale dai mercati low-cost, mettendo a nudo le fragilità della sua catena

Redazione Fleetime

Fonte ANFIA