Sconto UE sulla CO2

A Parigi si tratta una riduzione degli obiettivi al 20% di termico tollerato. Spunta lo scudo per le auto prodotte nella UE

Sconto UE sulla CO2 – La transizione energetica dell’automotive europeo si prepara a cambiare traiettoria per evitare il blocco totale del mercato. Le indiscrezioni raccolte a margine del Salone di Parigi 2026 delineano le basi per un compromesso d’emergenza a Bruxelles. Di fronte alle crescenti difficoltà commerciali dei costruttori continentali e al crollo delle vendite di motori a gasolio, l’Unione Europea valuta per la prima volta una concreta rimodulazione della storica scadenza fissata per il 2035.

Sconto sulla CO2: un margine del 20% per i motori tradizionali

Il fulcro della trattativa punta ad allentare la morsa normativa che avrebbe dovuto imporre il 100% di emissioni zero entro i prossimi nove anni. La proposta sul tavolo prevede di abbassare l’obiettivo di riduzione della CO2 al 2035 all’80%.

Questa variazione garantirebbe una boccata d’ossigeno fondamentale all’intera filiera: i costruttori potrebbero continuare a vendere una quota pari al 20% di vetture equipaggiate con motori endotermici tradizionali, modelli full hybrid e plug-in. La contromossa punta a scongiurare la pesante tagliola delle sanzioni economiche comunitarie e a concedere alle reti di fornitura il tempo strutturale necessario per la riconversione delle linee produttive.

Lo scudo doganale e il pacchetto “Made in Europe”

La concessione della flessibilità sui motori termici viaggia in parallelo con una rigida misura protezionistica fortemente sostenuta dal blocco industriale francese. I nuovi piani prevedono l’introduzione di incentivi e sussidi all’acquisto riservati esclusivamente ai veicoli assemblati all’interno dei confini europei.

Questo scudo doganale punta a tutelare gli investimenti miliardari dei marchi tradizionali e della filiera della componentistica nazionale. L’obiettivo è arginare l’ingresso a tariffe agevolate dei modelli d’importazione asiatica, riequilibrando i costi di produzione in una fase di forte asimmetria competitiva globale.

Cosa cambia per i listini e per i consumatori

Per il mercato e per gli automobilisti, questo potenziale accordo rappresenta un radicale cambio di scenario. La parziale flessibilità sulle motorizzazioni tradizionali consentirà ai marchi di mantenere a listino vetture accessibili a basso impatto ambientale, senza costringere i clienti a un passaggio forzato ed esclusivo verso l’elettrico puro.

I distretti industriali e i fornitori di componenti vedono salvaguardati i propri volumi produttivi core, mentre i piani di sviluppo legati ai carburanti alternativi e alle motorizzazioni ibride ad alta efficienza ottengono una legittimazione normativa decisiva per ridefinire le gerarchie commerciali dei prossimi anni.

 

Redazione Fleetime

 

Fonte MIMIT