Standard CO₂: l’Europa rivede le regole per LCV e auto
Revisione degli obiettivi e maggiore flessibilità: un passo avanti per l’automotive europeo
Standard CO₂ – Un primo segnale positivo per il futuro dell’industria automobilistica europea arriva dalla Commissione Ambiente (ENVI) del Parlamento europeo, che ha approvato il testo di compromesso sostenuto da PPE, S&D e Renew sulla revisione degli standard di CO₂ per autovetture e veicoli commerciali leggeri.
ANFIA accoglie con favore il risultato, considerandolo un passo nella giusta direzione, pur sottolineando la necessità di accelerare il percorso e aumentare ulteriormente il livello di ambizione e concretezza delle misure.
Secondo l’associazione, rivedere gli obiettivi sulle emissioni e introdurre nuove flessibilità non significa rallentare la transizione ecologica, ma renderla più sostenibile e realistica per l’industria e per i consumatori.
ANFIA: servono pragmatismo e tutela della competitività industriale
«Siamo contenti che dopo anni di discussioni anche accese, la maggioranza parlamentare europea dimostri di aver compreso che rivedere gli obiettivi e introdurre nuove flessibilità non rappresenta un passo indietro nella transizione, ma un passo avanti nel pragmatismo e nella responsabilità», dichiara Roberto Vavassori, Presidente di ANFIA.
L’associazione evidenzia come l’Europa debba proteggere e valorizzare uno dei suoi comparti industriali più importanti e strategici, salvaguardandone competitività, capacità produttiva e occupazione.
Al tempo stesso, secondo ANFIA, è fondamentale tornare ad ascoltare i consumatori, rispettandone le esigenze e la libertà di scelta. Un approccio che tenga conto delle diverse possibilità tecnologiche e delle reali condizioni del mercato, senza imporre un percorso che rischi di mettere in difficoltà imprese e cittadini.
Target 2030 e 2035: apertura tecnologica e nuove categorie di veicoli
Nel confronto con il rapporto dell’onorevole Salini, considerato da ANFIA il minimo indispensabile per il settore, il compromesso approvato rappresenta comunque un risultato significativo, soprattutto in direzione di una maggiore apertura tecnologica, da tempo auspicata dall’associazione, dalle imprese associate e dal Governo italiano. Tra gli aspetti valutati positivamente figura in particolare la revisione al ribasso dei target 2030 e 2035 per i veicoli commerciali leggeri.
Un altro elemento importante è il riconoscimento della nuova categoria VEEF, relativa ai veicoli alimentati con carburanti rinnovabili e considerati a zero emissioni. Si tratta di un’apertura che, nella visione di ANFIA, contribuisce a valorizzare una pluralità di soluzioni tecnologiche nel percorso di decarbonizzazione del settore.
Rimane invece motivo di contrarietà la previsione di una compensazione obbligatoria del 7,5% degli obiettivi 2035 attraverso l’utilizzo di acciaio a basse emissioni di carbonio, misura che l’associazione giudica non sostenibile.
Il prossimo passaggio: una revisione normativa concreta e sostenibile
Lo scenario industriale europeo continua a essere caratterizzato da una situazione di forte difficoltà nei principali Paesi dell’Unione. Per questo motivo, ANFIA auspica che anche gli Stati membri, nel confronto in Consiglio, adottino un approccio ancora più pragmatico e consapevole delle criticità che interessano il comparto automotive.
L’obiettivo deve essere quello di arrivare a una revisione normativa capace di coniugare sostenibilità ambientale, economica e sociale, creando le condizioni per rilanciare la competitività dell’industria europea senza perdere di vista gli obiettivi condivisi di decarbonizzazione.
Il voto della Commissione ENVI rappresenta dunque un primo risultato positivo, ma per ANFIA il percorso non può considerarsi concluso: servono maggiore velocità, più ambizione e un quadro normativo in grado di accompagnare concretamente la trasformazione dell’automotive europeo, tutelando imprese, lavoratori e consumatori.
Redazione Fleetime
Fonte ANFIA


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