Transizione automotive: Federauto chiede al Governo neutralità tecnologica
L’appello del presidente Plinio Vanini: “I target europei sulla CO₂ vanno rimodulati per evitare la crisi della filiera e tutelare la capacità di spesa degli italiani“.
Transizione automotive – Il dibattito sul futuro dell’automotive e sui vincoli imposti dal Green Deal europeo si arricchisce di una netta presa di posizione istituzionale. Federauto, l’associazione che rappresenta i concessionari ufficiali di autoveicoli in Italia, ha lanciato un forte appello al Governo affinché si faccia promotore in Europa di una profonda revisione del Regolamento sui limiti di emissioni di CO₂. La richiesta centrale è chiara e perentoria: garantire il principio della neutralità tecnologica, superando l’imposizione del solo motore elettrico a batteria per dare spazio a tutte le soluzioni ecologiche sostenibili.
La preoccupazione dei dealer italiani nasce dalle dinamiche di mercato correnti: sebbene le immatricolazioni complessive abbiano mostrato sprazzi di ripresa, la domanda di vetture a zero emissioni rimane fortemente vincolata alle campagne di incentivi statali, evidenziando una cronica debolezza strutturale del canale dei privati e delle reti business.
Le criticità del quadro normativo europeo
Secondo l’analisi presentata da Federauto, le scadenze europee fissate per il 2025 e il drastico traguardo del 2035 rischiano di produrre un cortocircuito economico. Il presidente dell’associazione, Plinio Vanini, ha sottolineato come la transizione energetica stia correndo il rischio di trasformarsi in un fattore di destabilizzazione per l’intera filiera della distribuzione e della componentistica italiana.
I punti chiave sollevati dall’associazione includono:
- Target irrealistici: I parametri di riduzione della CO₂ imposti dall’Europa non tengono conto del mutato scenario macroeconomico e delle reali dinamiche di acquisto.
- Rischio sanzioni: L’impossibilità per i costruttori di raggiungere le quote di vendita forzate di veicoli elettrici si tradurrà in pesantissime sanzioni multimiliardarie, i cui costi ricadranno inevitabilmente sull’anello finale della catena: le concessionarie e i consumatori.
- Invecchiamento del parco circolante: Imporre tecnologie con costi di listino ancora troppo elevati blocca il ricambio naturale dei mezzi. Il risultato concreto è il prolungamento della vita utile delle vetture più vecchie e inquinanti, vanificando gli stessi obiettivi ambientali della norma.
Il pragmatismo a tutela di famiglie e imprese
Federauto evidenzia come una transizione di successo non possa prescindere da un sano pragmatismo economico, ancorato alle reali possibilità di spesa dei cittadini e dei Fleet Manager. La neutralità tecnologica richiesta a gran voce implica l’inclusione nei piani di decarbonizzazione di alternative concrete all’elettrico puro, come i carburanti sintetici (e-fuel), i biocarburanti e il continuo efficientamento dei motori termici di ultima generazione.
Solo diversificando le tecnologie disponibili sul mercato sarà possibile offrire risposte differenziate per le diverse esigenze di mobilità, garantendo la sostenibilità ambientale senza distruggere il tessuto industriale, l’occupazione della filiera e il valore residuo degli investimenti aziendali nelle flotte d’impresa.
Redazione Fleetime
Fonte Federauto


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