Usato elettrico e ricariche: Fleet Europe 2026
I nodi pratici emersi a Lisbona, la gestione del remarketing, le piattaforme per i rimborsi a casa e il pragmatismo sui veicoli commerciali.
Usato elettrico e ricariche- Se il dibattito istituzionale dei Fleet Europe Days 2026 si è concentrato sui futuri vincoli di Bruxelles, i tavoli tecnici hanno affrontato le spine più dolorose per i bilanci aziendali. La transizione ecologica delle flotte si sta scontrando con la realtà operativa, costringendo i manager a trovare soluzioni immediate a tre problemi strutturali.
L’allarme remarketing: come difendere il valore dell’usato
Il crollo dei valori residui delle auto elettriche usate è l’argomento che più preoccupa i noleggiatori a lungo termine e i direttori finanziari. La svalutazione accelera e i canali di vendita tradizionali faticano a riassorbire i volumi.
La risposta emersa a Lisbona arriva dalla digitalizzazione spinta dei canali B2B. Non a caso, il premio Newcomer dei Fleet Europe Remarketing Awards è stato assegnato a Cardino, piattaforma digitale che ottimizza le aste B2B tagliando i passaggi intermedi per proteggere i margini dei venditori. Sul fronte dei costruttori, Volvo Cars è stata celebrata per la miglior strategia complessiva di gestione dell’usato.
Ricariche aziendali a casa: la svolta “Hardware-Free”
Fino ad oggi, consentire ai dipendenti di ricaricare l’auto aziendale a casa significava per l’impresa installare costose wallbox proprietarie e gestire complessi rimborsi spese.
La tendenza emersa quest’anno punta a eliminare l’hardware. Il premio all’innovazione per i fornitori (Innovation Award for Suppliers) è andato a EEVEE Mobility. La loro piattaforma permette ai fleet manager di tracciare e rimborsare l’energia consumata dai dipendenti (a casa o alle colonnine pubbliche) in modo nativo e digitale, azzerando i costi di installazione delle infrastrutture domestiche.
Furgoni pesanti: i biocarburanti HVO frenano l’elettrico puro
Mentre il comparto delle autovetture digerisce l’elettrificazione, il mondo dei veicoli commerciali leggeri (LCV) e della logistica pesante inserisce la retromarcia. Per i furgoni pesanti impegnati su lunghe tratte, il peso delle batterie e l’autonomia reale sotto carico non sono ancora sostenibili economicamente.
A Lisbona si è registrato un forte ritorno d’interesse verso i biocarburanti avanzati (HVO) e gli e-fuels. I grandi operatori della logistica chiedono flessibilità tecnologica: per non bloccare le catene di distribuzione, la decarbonizzazione dei trasporti pesanti non può passare solo dalle colonnine, ma deve sfruttare i carburanti alternativi drop-in.
Redazione Fleetime


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