Made in Europe

I principali costruttori europei chiedono nuove regole industriali per rafforzare la competitività continentale. Al centro del dibattito, incentivi legati alla produzione locale e una maggiore tutela della filiera automotive europea.

L’industria automobilistica europea compatta le proprie posizioni di fronte alla crescente pressione competitiva proveniente dai costruttori asiatici. Dopo Volkswagen e Stellantis, anche Renault ha espresso il proprio sostegno al progetto denominato “Made in Europe”, un piano che punta a rafforzare la produzione automobilistica all’interno dell’Unione Europea attraverso nuove politiche industriali e criteri più stringenti per l’accesso agli incentivi pubblici.

L’obiettivo è favorire i veicoli prodotti in Europa e caratterizzati da una filiera locale maggiormente integrata, sostenendo al contempo investimenti, occupazione e sviluppo tecnologico nel continente.

La sfida della competitività globale

Negli ultimi anni il settore automotive europeo ha dovuto affrontare una crescente concorrenza da parte dei costruttori cinesi, particolarmente aggressivi nel comparto dei veicoli elettrici grazie a costi produttivi più contenuti, filiere verticalmente integrate e una forte presenza nel settore delle batterie.

In questo contesto, le principali Case europee ritengono necessario definire strumenti capaci di preservare la competitività industriale del continente senza rallentare il percorso verso l’elettrificazione.

Incentivi e contenuto locale al centro del confronto

Tra le proposte discusse emerge la possibilità di collegare incentivi pubblici, appalti e programmi di sostegno alla presenza di una quota significativa di componentistica prodotta all’interno dell’Unione Europea.

L’obiettivo è creare condizioni favorevoli per gli investimenti industriali locali, rafforzando la resilienza della catena di fornitura e riducendo la dipendenza da fornitori extraeuropei nei settori strategici della mobilità elettrica.

Un tema destinato a influenzare il futuro del settore

L’adesione di Renault al fronte già sostenuto da Volkswagen e Stellantis conferma la crescente attenzione dell’industria europea verso politiche industriali comuni in grado di accompagnare la transizione energetica senza compromettere la competitività delle imprese.

Il dibattito sul “Made in Europe” è destinato a intensificarsi nei prossimi mesi e potrebbe avere effetti rilevanti sulle future strategie produttive, sugli investimenti nella filiera automotive e sulla configurazione del mercato europeo dell’auto.

 

Redazione Fleetime

 

Fonte: Financial Times, giugno 2026.