Asse Francia-Germania

I dettagli del compromesso tra Parigi e Berlino per ridisegnare i requisiti della filiera automotive e contenere l’import delle ibride.

Asse Francia-Germania – L’intesa strategica nell’Industrial Accelerator Act. Il comparto manifatturiero automobilistico europeo registra un’importante evoluzione negoziale. Francia e Germania hanno siglato un accordo bilaterale volto a definire una posizione comune sul futuro dell’automotive e sui criteri di assegnazione del marchio “Made in Europe” all’interno del nuovo pacchetto normativo dell’Industrial Accelerator Act. La dichiarazione congiunta punta a salvaguardare la competitività industriale del continente e a stabilizzare la catena del valore in una fase di forte pressione competitiva internazionale.

Il compromesso politico supera le iniziali divergenze tra l’approccio protezionistico francese e la linea di apertura commerciale tedesca, configurando una soluzione esclusiva a 27 Stati membri (estesa a Regno Unito e ai tre Paesi dello Spazio economico europeo) per proteggere gli investimenti e la filiera della componentistica locale.

I nuovi criteri per i finanziamenti e le regole di emissione

L’accordo franco-tedesco introduce modifiche sostanziali alle tempistiche regolatorie e alle modalità di accesso ai mercati pubblici, basandosi su due pilastri tecnici:

  • Vincolo sui componenti locali: Per accedere ad appalti, incentivi e finanziamenti pubblici, i costruttori dovranno dimostrare l’utilizzo di componentistica prodotta all’interno del territorio europeo. Questa misura è pensata per garantire tutele dirette alla filiera dei fornitori e della subfornitura.
  • Flessibilità sui target di CO2: L’intesa propone una sospensione di tre anni (tra il 2027 e il 2029) per l’introduzione dei criteri più rigidi sulle auto ibride plug-in, concedendo maggiore elasticità nel raggiungimento degli obiettivi di emissione precedentemente fissati per il 2035.

Il contingentamento delle importazioni di veicoli ibridi

Parallelamente alle tutele sulla manifattura interna, i due Paesi sostengono l’adozione di misure di salvaguardia per riequilibrare i flussi commerciali globali. L’Unione Europea valuta l’introduzione di un tetto massimo di 350.000 vetture ibride e plug-in cinesi importabili ogni anno, un sistema di contingentamento delle quote che potrebbe entrare in vigore a partire dal primo dicembre.

Il piano concordato da Francia e Germania viene ora sottoposto al vaglio degli altri Stati membri in seno al Consiglio UE. L’obiettivo istituzionale è superare le frammentazioni residue e raggiungere l’accordo definitivo a livello comunitario entro la fine dell’anno, stabilendo regole certe per i piani industriali di costruttori e componentisti.

 

Redazione Fletime

 

Fonte  – Dichiarazione Congiunta Franco-Tedesca