Mercato auto Europa settembre: +10,2%
Nei primi nove mesi del 2026 immatricolate oltre 10,5 milioni di vetture, con un aumento del 6,3% sul 2025. L’Italia cresce nei volumi, ma resta indietro nella diffusione delle auto elettriche: UNRAE sollecita una riforma fiscale per accelerare la transizione.
Mercato auto Europa settembre- Il mercato europeo delle autovetture consolida la ripresa a settembre 2026. Le immatricolazioni raggiungono 1.363.210 unità, in aumento del 10,2% rispetto alle 1.236.648 registrate nello stesso mese del 2025. Il bilancio dei primi nove mesi dell’anno è altrettanto positivo: 10.555.351 vetture vendute, pari a una crescita del 6,3% rispetto alle 9.928.448 dello stesso periodo dell’anno precedente.
Il recupero resta tuttavia incompleto. Rispetto al gennaio-settembre 2019, il mercato europeo presenta ancora un divario del 12,9%, a conferma di una ripresa che procede con ritmi differenti tra i principali Paesi.
I cinque maggiori mercati avanzano
A settembre tutti i cinque principali mercati automobilistici europei chiudono in territorio positivo. Il Regno Unito registra l’incremento più consistente, pari al +12,0%, seguito dalla Francia con il +11,6%, dalla Spagna con il +10,2%, dall’Italia con il +9,8% e dalla Germania con il +9,0%.
Nel cumulato gennaio-settembre, il Regno Unito guida la crescita con il +10,2%, seguito dall’Italia (+8,6%), dalla Spagna (+6,7%), dalla Germania (+5,3%) e dalla Francia (+4,1%). Per volumi, l’Italia mantiene il quarto posto tra i Major Market nel mese e il terzo nel cumulato.
Auto elettriche: il ritardo dell’Italia resta significativo
Il quadro cambia quando si analizza la diffusione delle auto elettriche. A settembre, le vetture elettriche a batteria (BEV) rappresentano appena il 7,6% delle immatricolazioni italiane, contro una media europea del 33,2%, calcolata escludendo l’Italia. Il nostro Paese si colloca così al terzultimo posto tra 31 mercati europei, davanti soltanto a Polonia e Croazia.
Considerando insieme elettriche pure e ibride plug-in (PHEV), la quota italiana delle vetture ricaricabili raggiunge il 18,8%, mentre Francia, Germania e Regno Unito superano il 45%. Una distanza che, secondo UNRAE, rischia di rendere più difficile un percorso condiviso verso gli obiettivi europei di decarbonizzazione.
«Il divario nella diffusione delle vetture elettriche pure è un burrone che rischia di compromettere la stessa coesione europea», sottolinea Andrea Cardinali, direttore generale di UNRAE, evidenziando la necessità di creare condizioni concrete per recuperare terreno.
Francia, Germania e Regno Unito accelerano sull’elettrico
I dati dei principali mercati mostrano dinamiche differenti, ma confermano il peso crescente delle alimentazioni ricaricabili.
In Francia, settembre chiude con 156.629 immatricolazioni, in crescita dell’11,6%. Nel mese le BEV raggiungono il 41,7% di quota, mentre le vetture ricaricabili complessivamente arrivano al 48,1%. Nei primi nove mesi, le BEV crescono del 79,1%.
In Germania, le immatricolazioni aumentano del 9,0%, a 256.774 unità. Le BEV raggiungono il 34,5% del mercato mensile e le vetture ricaricabili complessivamente il 45,3%. Nel cumulato, la quota ECV sale al 38,3%.
Il Regno Unito registra 350.536 immatricolazioni, con un incremento del 12,0% e il decimo mese consecutivo di crescita. Le BEV raggiungono il 28,3% di quota, con un record mensile di 99.201 unità, mentre le ECV rappresentano il 45,3% del mercato.
La Spagna, infine, cresce del 10,2%, con 93.858 vetture immatricolate. A settembre le auto ricaricabili arrivano al 34,0% di quota, mentre le ibride tradizionali (HEV) si attestano al 43,7%.
Riforma fiscale e auto aziendali al centro della strategia italiana
Sul piano europeo, il confronto sul Pacchetto automotive e sugli obiettivi di riduzione delle emissioni al 2035 introduce possibili margini di flessibilità, senza modificare la direzione generale della transizione. Per UNRAE, tuttavia, il nodo italiano richiede soprattutto interventi nazionali.
L’associazione indica nella riforma fiscale delle auto aziendali una leva per favorire la diffusione di vetture a zero e basse emissioni, accelerare il rinnovo del parco circolante e aumentare la disponibilità di auto usate recenti a prezzi accessibili.
La proposta congiunta della filiera automobilistica punta a favorire circa 400.000 immatricolazioni di vetture a zero e basse emissioni nel triennio 2027-2029, con un impegno economico stimato in 515 milioni di euro.
Rapporti con la Cina e sicurezza energetica
Dal 1° dicembre dovrebbe entrare in vigore la misura di salvaguardia concordata tra Unione europea e Cina, che prevede un tetto iniziale di 350.000 vetture ibride prodotte in Cina all’anno, con un incremento del 6% annuo per quattro anni, secondo le condizioni indicate nell’accordo.
In Italia, il Documento programmatico di bilancio approvato il 13 ottobre prevede l’attivazione di una clausola di salvaguardia da circa 29 miliardi di euro nel biennio 2027-2028. Metà delle risorse è vincolata a investimenti per la sicurezza energetica, ambito nel quale la Commissione europea include anche l’elettrificazione dei trasporti.
Per UNRAE, la prossima Legge di bilancio rappresenta quindi un passaggio decisivo: incentivare la mobilità elettrica attraverso una fiscalità più favorevole potrebbe contribuire a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, sostenere il mercato e avvicinare l’Italia agli altri Paesi europei.
Redazione Fleetime
Fonte UNRAE


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