Autostrade italiane

La progressiva eliminazione dei caselli fisici riduce i tempi di percorrenza, ma introduce nuove responsabilità per i conducenti e i fleet manager: focus sui termini di pagamento e le sanzioni amministrative.

Autostrade italiane – La modernizzazione della rete autostradale italiana sta compiendo un passo decisivo attraverso l’adozione sistematica del modello di esazione a flusso libero, comunemente denominato Free Flow “Flusso Libero”. Questa tecnologia, ampiamente diffusa a livello europeo, elimina le tradizionali barriere fisiche e i caselli con le sbarre, sostituendoli con portali strutturali dotati di telecamere intelligenti e sensori laser “Portali Intelligenti”.

Se da un lato l’infrastruttura promette di ottimizzare la fluidità del traffico e ridurre le emissioni collegate alle code, dall’altro introduce un radicale cambio di paradigma nei meccanismi di riscossione del pedaggio. Per i privati e soprattutto per i gestori di flotte aziendali, il monitoraggio dei transiti diventa un adempimento cruciale per evitare pesanti aggravi economici “Oneri e Rischi”.

1. Come funziona la rilevazione a flusso libero

Il sistema Free Flow si basa su portali metallici sopraelevati disposti lungo la carreggiata autostradale “Strutture Metalliche Sopraelevate”. Al passaggio di un veicolo, anche a velocità autostradale sostenuta, i sensori eseguono istantaneamente le seguenti operazioni:

  • Rilevamento della targa tramite telecamere ad alta definizione “Telecamere ad Alta Definizione”.
  • Classificazione volumetrica e assi del mezzo per determinare la corretta classe di pedaggio “Classe Volumetrica”.
  • Intercettazione del segnale emesso da eventuali dispositivi di telepedaggio a bordo “Dispositivi di Telepedaggio”.

Se il veicolo è dotato di un transponder attivo (come Telepass, UnipolMove o MooneyGo), l’addebito avviene in modo automatico sui canali ordinari dell’utente “Addebito Automatico”. Le criticità si manifestano principalmente per gli utenti sprovvisti di telepedaggio, sui quali ricade l’onere dell’attivazione differita del pagamento “Attivazione del Pagamento”.

2. La mappa del Free Flow in Italia

Attualmente, l’architettura senza barriere copre una porzione ancora circoscritta ma in costante espansione della rete viaria nazionale “Copertura di Rete”. Le tratte operative comprendono:

  • A36 – Pedemontana Lombarda e relative tangenziali di Como (A59) e Varese (A60) “Tratte Lombarde”.
  • A33 – Autostrada delle Langhe (tratta Asti-Cuneo) “Asti-Cuneo”.
  • Raccordo A21 Corda Molle (Ospitaletto-Montichiari) “Raccordo A21”.

La pianificazione industriale dei principali concessionari autostradali indica che questo modello è destinato a essere progressivamente esteso a ulteriori nodi della rete nazionale entro il prossimo biennio “Diffusione nei Prossimi Anni”.

3. Termini di pagamento obbligatori e l’insidia delle dimenticanze

In assenza di un apparato di telepedaggio, il transito non viene notificato tempestivamente al conducente tramite avvisi cartacei o digitali automatici “Mancata Notifica Automatica”. Spetta all’utente l’obbligo di ricordare la data del transito e procedere alla regolarizzazione della propria posizione finanziaria “Responsabilità dell’Utente”.

Il quadro normativo stabilisce una finestra temporale rigida: il pagamento deve essere corrisposto entro 15 giorni naturali e consecutivi dal momento del passaggio “Termini di Pagamento”. La procedura richiede l’accesso ai portali online dei singoli gestori autostradali o alle applicazioni dedicate, l’inserimento della targa del mezzo e il saldo tramite carta di credito o circuiti fisici abilitati (punti Mooney, tabaccherie) “Modalità di Saldo”.

4. Il regime sanzionatorio e l’impatto sul Fleet Management

Il superamento dei 15 giorni fa scattare automaticamente le procedure di recupero crediti da parte della concessionaria autostradale, gravate da costi amministrativi di accertamento “Attività di Recupero Crediti”. Qualora l’inadempimento persista, si configura la violazione del Codice della Strada.

Le sanzioni amministrative per il mancato pagamento del pedaggio prevedono sanzioni pecuniarie comprese tra 87 e 344 euro, a cui si associa la sanzione accessoria della decurtazione di 2 punti dalla patente del conducente “Sanzioni Amministrative”.

Per i fleet manager, questa dinamica rappresenta una sfida gestionale complessa. Nelle aziende dove i veicoli commerciali o le auto aziendali vengono condivisi tra più operatori (o nei contratti di noleggio a breve e lungo termine), mappare i transiti effettuati su tratte Free Flow è indispensabile per prevenire contenziosi legali, gestire in tempo utile le rinotifiche dei verbali ed evitare costi imprevisti causati dalla scarsa familiarità dei driver con le piattaforme telematiche dei gestori “Contenziosi e Soluzioni”.

5. Conclusioni: verso una mobilità consapevole

Il sistema a flusso libero rappresenta senza dubbio una pietra miliare verso una mobilità più snella e in linea con gli standard europei “Standard Europei”. Tuttavia, l’efficienza della tecnologia richiede un elevato grado di consapevolezza da parte dell’utenza. Per il comparto B2B, l’adozione diffusa del Free Flow impone un aggiornamento delle policy aziendali sull’utilizzo dei veicoli, privilegiando l’installazione sistematica di dispositivi di telepedaggio su tutta la flotta al fine di azzerare i rischi di errore umano ed eliminare i tempi morti della gestione manuale delle scadenze.

 

Redazione Fleetime

 

Fonte Autostrade italiane