Ricarica auto elettriche: il 15% delle colonnine è inutilizzabile
Motus-E denuncia il ritardo negli allacci alla rete elettrica: cresce l’infrastruttura di ricarica, ma migliaia di punti restano ancora spenti
Ricarica auto elettriche – La rete italiana di ricarica per auto elettriche continua a espandersi, ma una parte delle nuove infrastrutture non è ancora utilizzabile. Secondo l’ultimo monitoraggio di Motus-E, circa il 15% delle colonnine già installate risulta ancora inattivo a causa dei ritardi negli allacci alla rete elettrica, rallentando la diffusione della mobilità a zero emissioni proprio nel periodo di maggiore traffico sulle strade italiane.
Il fenomeno riguarda soprattutto le stazioni di ricarica ad alta potenza (HPC), molte delle quali sono già state installate ma restano inutilizzabili in attesa del completamento delle procedure burocratiche e tecniche necessarie per l’attivazione.
Crescono le colonnine in autostrada
Nonostante le criticità, il bilancio complessivo resta positivo.
I punti di ricarica presenti lungo la rete autostradale italiana hanno raggiunto quota 1.516, confermando la forte accelerazione degli investimenti sostenuti anche dalle risorse del PNRR.
L’infrastruttura continua quindi a crescere, ma il vero problema non è più installare nuove colonnine: è renderle operative nel più breve tempo possibile.
Le “colonnine fantasma” frenano la mobilità elettrica
Le infrastrutture già installate ma ancora prive di alimentazione vengono ormai definite “colonnine fantasma”.
Il ritardo non dipende dagli operatori che hanno realizzato gli impianti, bensì dai tempi necessari per l’allaccio alla rete di distribuzione dell’energia elettrica e dal completamento delle autorizzazioni.
Il risultato è che numerose stazioni ultra-fast restano spente e coperte fino all’attivazione, nonostante siano già pronte per entrare in funzione.
Un problema anche per le flotte aziendali
La situazione riguarda da vicino anche il settore del noleggio e delle flotte aziendali.
Per i Fleet Manager diventa infatti più complesso pianificare le trasferte dei dipendenti quando una parte delle colonnine presenti sulle mappe non è ancora realmente disponibile.
Sebbene oltre la metà delle aree di servizio autostradali disponga ormai di punti di ricarica e l’86% delle installazioni in corrente continua superi i 150 kW, la presenza di infrastrutture inattive continua ad alimentare l’incertezza durante i viaggi di lunga percorrenza.
Motus-E: serve accelerare gli allacci
Secondo Motus-E è necessario un coordinamento più rapido tra gestori autostradali, distributori di energia e amministrazioni pubbliche per ridurre i tempi di attivazione delle infrastrutture.
L’obiettivo è trasformare le colonnine già installate in punti di ricarica realmente operativi, aumentando la fiducia degli automobilisti e sostenendo la diffusione della mobilità elettrica.
Ridurre i tempi burocratici significa non solo migliorare l’esperienza degli utenti privati, ma anche offrire alle aziende una rete di ricarica più affidabile, elemento sempre più strategico per lo sviluppo delle flotte elettrificate e del noleggio a lungo termine.
Redazione Fleetime
Fonte Motus-E


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