Auto elettriche usate

La svalutazione delle vetture elettriche ex-flotta rischia di far aumentare i canoni del noleggio a lungo termine e rallentare il rinnovo delle flotte aziendali

Auto elettriche usate – Le auto elettriche usate valgono sempre meno e questo rischia di avere conseguenze dirette sul mercato del noleggio a lungo termine. A lanciare l’allarme è Aniasa, secondo cui i valori residui delle vetture elettriche (BEV) provenienti dalle flotte aziendali sono diminuiti in media del 18% nell’ultimo anno.

Una flessione che mette sotto pressione gli operatori del settore e potrebbe tradursi in un aumento dei canoni mensili per aziende e professionisti che scelgono il noleggio come soluzione di mobilità.

Perché il valore residuo è così importante

Nel noleggio a lungo termine, il valore residuo rappresenta uno degli elementi fondamentali per determinare il costo del contratto.

Al termine del periodo di utilizzo, generalmente compreso tra 36 e 48 mesi, il veicolo viene rivenduto sul mercato dell’usato. Più alto è il suo valore residuo, minore sarà il costo che la società di noleggio dovrà recuperare attraverso il canone mensile.

Quando invece il prezzo dell’usato diminuisce rapidamente, gli operatori sono costretti a rivedere i propri piani economici per compensare il minor ricavo ottenuto dalla rivendita delle vetture, con il rischio di trasferire parte di questi costi sui nuovi contratti.

Perché le elettriche si svalutano più velocemente

Secondo Aniasa, la forte diminuzione dei valori residui delle auto elettriche è legata a diversi fattori.

Tra i principali pesa la continua evoluzione della tecnologia: batterie con maggiore autonomia, tempi di ricarica sempre più ridotti e nuove piattaforme rendono rapidamente meno appetibili i modelli immatricolati solo pochi anni fa.

A influenzare il mercato contribuiscono anche le frequenti revisioni dei listini del nuovo operate da alcuni costruttori, che finiscono per incidere direttamente sulle quotazioni dell’usato.

Un ulteriore elemento di incertezza riguarda la mancanza di uno standard condiviso per certificare lo stato di salute delle batterie (State of Health – SoH). L’assenza di un sistema di valutazione riconosciuto limita la fiducia di concessionari e acquirenti, rendendo più difficile la rivendita delle vetture elettriche provenienti dalle flotte.

L’impatto sulle flotte aziendali

Lo scenario apre nuove riflessioni per fleet manager e aziende impegnate nei programmi di elettrificazione.

Se da un lato la transizione verso una mobilità a basse emissioni resta un obiettivo strategico anche in chiave ESG, dall’altro l’incertezza sull’evoluzione del valore residuo rende più complessa la pianificazione economica delle flotte.

In questo contesto molte aziende potrebbero orientarsi, almeno nel breve periodo, verso modelli ibridi plug-in (PHEV) o full hybrid, considerati oggi più stabili sul mercato dell’usato e quindi meno esposti al rischio di svalutazione.

La sfida per il mercato

Per Aniasa il tema dei valori residui rappresenta una delle principali sfide per la diffusione della mobilità elettrica nelle flotte aziendali.

Rendere più trasparente il mercato dell’usato, sviluppare sistemi affidabili di certificazione delle batterie e garantire una maggiore stabilità dei prezzi saranno fattori determinanti per sostenere la crescita del noleggio a lungo termine e accelerare il rinnovo del parco circolante con veicoli a zero emissioni.

 

Redazione Fleetime

 

Fonte ANIASA