Sono italiani i primi Pneumatici contenenti Gomma Riciclata

Gomme riciclate, “Da gomma a gomma”,l’innovativo progetto made in Italy, che consente di realizzare un nuovo pneumatico da una mescola ottenuta dal granulato di quelli fuori uso, riconosciuti come “pfu”, dobbiamo dire anche quanti pneumatici non inquineranno più il nostro pianeta con questo innovativo sistema. L’iniziativa arriva da EcoTyre, consorzio italiano che conta su oltre 600 soci specializzato nel trattamento degli pneumatici fuori uso, ovvero tutte quelle gomme ormai inutilizzabili per usura, vecchiaia o per gravi danni che impediscono di usarli su strada.

 

Il progetto è stato sviluppato in collaborazione con alcuni soci e fornitori esterni della filiera, che hanno messo a punto un innovativo processo che consente di utilizzare la gomma triturata derivante direttamente dalle gomme giunte a fine vita per generare una mescola utilizzabile per la produzione di nuovi pneumatici equivalente a quella tradizionale.

Mai prima d’ora si era riusciti a raggiungere un risultato così concreto e tangibile. Il successo è stato determinato da un’ottimizzazione di tre fasi della produzione. Innanzitutto la realizzazione di un granulato di gomma riciclata studiato ad hoc, con caratteristiche particolari. Poi la devulcanizzazione del granulato, per rendere nuovamente utilizzabile la gomma granulata a fine vita. Infine lo studio e la messa a punto, a cura di un importante Socio di EcoTyre, di una mescola innovativa capace di ottimizzare le caratteristiche della nuova gomma.

Con la mescola così ottenuta, sono state realizzate queste nuove gomme. Gli pneumatici ottenuti, sostanzialmente equivalenti a quelli tradizionali, sono stati montati su 20 camion per un test operativo su strada per una percorrenza complessiva di circa un milione di chilometri, durante i quali questi pneumatici saranno sottoposti a un severo test per verificarne l’usura e la durata, in modalità comparativa rispetto alle gomme tradizionali.

“Abbiamo fortemente voluto promuovere questo progetto. – ha dichiarato Enrico Ambrogio, Presidente di EcoTyre – Da sempre crediamo che la vera soluzione per il trattamento degli PFU sia il riutilizzo della gomma nella gomma. Fin dall’inizio dell’attività di gestione di PFU abbiamo cercato di ridurre il recupero energetico a vantaggio del recupero di materia. Oggi possiamo affermare con orgoglio di aver realizzato un passo in avanti decisivo verso questa possibilità. Vedere su strada degli automezzi che montano pneumatici contenenti gomma riciclata è una grande soddisfazione. Il mondo dei rifiuti e dei prodotti a fine vita deve vincere la scommessa della circolarità, con questa soluzione anche il settore degli PFU gioca da protagonista.

Gomme riciclate – i vantaggi

I vantaggi del riutilizzo della gomma derivante da PFU negli pneumatici nuovi sono evidenti: riduzione dell’impatto ambientale, riduzione del consumo di materie prime importate, stimolo a nuove attività produttive sostenibili nel nostro paese. Vorrei ringraziare tutti i Soci, i partner ed i collaboratori di questo Progetto per la passione e l’impegno che hanno profuso in questa attività. Ovviamente questo non è un punto di arrivo ma di partenza, perché dedicheremo ancora più energia per perfezionare questa soluzione e a individuarne altre, sempre nel solco dello sviluppo sostenibile”.

Il contributo ambientale

Ogni volta che uno pneumatico viene immesso sul mercato bisogna prevedere la gestione del suo fine vita quando diventerà rifiuto. Per questo motivo la legislazione italiana ha previsto il contributo ambientale, un piccolo importo aggiunto alla fattura di acquisto degli pneumatici nuovi che servirà a coprire i costi per l’avvio a recupero degli PFU.

EcoTyre raccoglie il contributo ambientale riscosso da tutti i propri soci e lo utilizza per gestire nel modo più efficiente possibile la filiera logistica necessaria a trasformare gli PFU in risorsa, secondo una logica di economia circolare.

L’importo del contributo viene ricalcolato ogni anno in base ai costi effettivi di gestione sostenuti dal Consorzio e proprio grazie all’efficienza del proprio sistema, EcoTyre riesce a mantenere l’importo del contributo tra i più bassi del settore.

La tabella che segue riassume l’importo del contributo ambientale adottato da EcoTyre a partire dal prossimo 1/1/2018 per le diverse classi di pneumatici trattati.

Cat. Veicoli utilizzatori Pesi min-max
(in Kg.)
Contributo ambientale
(€/pneumatico)
A Ciclomotori e motoveicoli
(ciclomotori, motocicli, motocarri, ecc.)
A1 (2-8) € 1,10
B Autoveicoli e relativi rimorchi
(autovetture, autovetture per il trasporto promiscuo, autocaravan, ecc.)
B1 (6-18) € 2,30
C Autocarri, Autobus
(autotreni, auto snodati, auto articolati, filoveicoli, trattori stradali, ecc.)
C1 (20-40,999) € 8,50
C2 (41-70) € 17,90
D Macchine agricole, macchine operatrici,
macchine industriali
(trattori, escavatori, ecc.)
D0 (<4) € 0,35
D1 (4-20,999) € 2,50
D2 (21-40,999) € 6,80
D3 (41-70,999) € 11,80
D4 (71-109,999) € 19,50
(110-130,999) € 34,50
D5 (131-159,999) € 42,70
(160-200,999) € 44,75
D6 (201-299,999) € 65,80
(300-499,999) € 96,80
(500-749,999) € 162,00
( ≥ 750) € 284,00

 

 

Redazione Fleetime