Aftermarket auto

Filiera solida e orientata all’export, ma il mismatch delle competenze e le tensioni globali rischiano di frenare lo sviluppo nel 2026

Aftermarket auto – L’aftermarket automobilistico italiano conferma il proprio ruolo strategico nell’economia nazionale, con un valore aggiunto di 31,2 miliardi di euro e oltre 407 mila occupati, ma affronta una fase di trasformazione segnata da criticità strutturali e nuove incertezze.

È il quadro delineato dalla ricerca “Il settore dell’Aftermarket dell’automotive in movimento”, realizzata dal Centro Studi Tagliacarne per la Camera di commercio di Modena, in collaborazione con la Camera di commercio di Torino e con il supporto di ANFIA.

Crescita moderata, ma fiducia ancora presente

Un’impresa su quattro prevede ricavi in aumento, mentre il 36% punta ad assumere

Il settore mostra segnali positivi nel breve periodo: il 24,8% delle imprese prevede un aumento del fatturato nel 2026 e il 36% stima una crescita dell’occupazione. Tuttavia, le prospettive sono frenate da fattori strutturali: due aziende su tre segnalano difficoltà nel reperire personale qualificato, mentre il 36,8% teme che questo mismatch possa tradursi in un vero e proprio ostacolo alla crescita.

Il nodo competenze pesa su produttività e organizzazione

Sovraccarico del personale e aumento dei costi tra le principali conseguenze

La carenza di profili adeguati non è solo un problema di recruiting, ma incide direttamente sull’operatività delle imprese:

  • 58,5% prevede un sovraccarico del personale interno
  • 36,8% teme un rallentamento della crescita
  • 32,1% stima un aumento dei costi legati a ricerca e formazione

Un quadro che evidenzia come il capitale umano sia oggi uno dei principali fattori critici per la competitività del settore.

Elettrico ancora marginale nelle strategie industriali. Il 73,3% delle imprese resta legato alla componentistica tradizionale

Contrariamente alle aspettative, la transizione elettrica non rappresenta ancora una priorità per l’aftermarket:

  • Solo il 13,8% investirà nell’elettrico entro il 2028
  • Appena l’11,8% lo ha già fatto tra il 2023 e il 2025
  • Il 73,3% continua a concentrarsi sulla componentistica per motori a combustione. A pesare sono anche le pressioni competitive: il 18,3% delle imprese individua nei Paesi emergenti una minaccia crescente.

Filiera solida e fortemente export-oriented. Il 67% delle imprese esporta, ma i dazi USA preoccupano

L’aftermarket italiano si distingue per una forte vocazione internazionale: il 67% delle aziende opera sui mercati esteri e il 17,7% prevede un aumento delle esportazioni nel 2026. Tuttavia, circa un terzo degli operatori teme l’impatto dei dazi statunitensi; tra questi, il 56,3% sta già valutando mercati alternativi.

Geografia del valore: Lombardia leader, Modena al vertice provinciale

Piemonte primo per peso sull’economia locale

La distribuzione territoriale conferma la centralità del Nord:

  • Lombardia: 8,8 miliardi di euro (28,2% del totale)
  • Emilia-Romagna: 4,3 miliardi (13,8%)
  • Veneto: 4,2 miliardi (13,5%)

Ma è il Piemonte a distinguersi per incidenza sull’economia regionale (2,6%), seguito da Emilia-Romagna (2,4%) e Veneto (2,3%).

A livello provinciale spiccano:

  • Modena (3,5%)
  • Pesaro e Urbino (3,4%)
  • Vicenza (3,3%)

Supply chain e materie prime: timori ancora presenti

Un’impresa su quattro teme criticità negli approvvigionamenti. Nonostante il progressivo riassestamento delle catene globali, il 25% delle imprese segnala possibili difficoltà nel reperimento di materie prime e componenti strategici, come semiconduttori e batterie, anche a causa delle tensioni geopolitiche.

Tecnologia e IA: approccio prudente ma fiducioso

Oltre il 40% si vede più competitivo nei prossimi dieci anni. Le imprese guardano al futuro con un cauto ottimismo:

  • Oltre il 40% prevede un aumento della competitività
  • Solo il 13,5% ipotizza una riconversione verso altri settori

Sul fronte dell’intelligenza artificiale:

  • 16,9% la utilizza già
  • 28,5% prevede di adottarla nei prossimi tre anni

Le richieste alle istituzioni: fisco e costo del lavoro al centro

Agevolazioni fiscali prioritarie per due imprese su tre Per sostenere la competitività, le aziende chiedono interventi mirati:

  • 66,2%: riduzione del costo del lavoro e incentivi fiscali
  • 27,7%: contenimento dei costi energetici
  • 13,8%: maggiori finanziamenti alla ricerca

Un settore resiliente, ma a un bivio

L’aftermarket automotive si conferma una componente essenziale dell’industria italiana, capace di crescere anche in un contesto complesso. Tuttavia, tra carenza di competenze, transizione tecnologica e pressioni globali, il settore si trova oggi davanti a un passaggio cruciale.

La capacità di adattarsi — più che la velocità della trasformazione — determinerà il ruolo che questa filiera saprà giocare nella mobilità del futuro.

Redazione Fleetime

Fonte ANFIA