Accise carburanti

Il provvedimento estende le agevolazioni fino al 3 luglio, ma dimezza lo sgravio sul gasolio: una mossa che accelera l’addio al termico tradizionale per i parchi auto

Accise carburanti – Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il Ministero dell’Ambiente, ha firmato il decreto interministeriale che estende lo sconto di Stato sui carburanti, ma introduce una profonda rimodulazione delle aliquote. Il provvedimento, pubblicato ufficialmente in Gazzetta Ufficiale, sposta la scadenza delle agevolazioni fiscali fino al 3 luglio 2026. L’intervento evita il ritorno immediato alle accise piene in vista delle prime partenze estive, ma delinea una precisa strategia di bilancio che colpisce i consumi di gasolio.

I nuovi valori alla pompa: sconto dimezzato per il gasolio

La novità più rilevante per gli automobilisti e per il comparto dei trasporti risiede nella disparità di trattamento tra i due principali combustibili fossili. Mentre la riduzione fiscale sulla benzina viene confermata a 5 centesimi di euro al litro, la forbice sul gasolio subisce una drastica riduzione. Lo sconto sul diesel viene infatti dimezzato, scendendo da 10 a soli 5 centesimi al litro.

Questo riallineamento fiscale si traduce in un incremento automatico dei prezzi reali della componente industriale del gasolio durante le operazioni di rifornimento. Secondo le associazioni dei consumatori, il provvedimento rischia di sancire il definitivo capolinea dei sussidi lineari alla pompa, gravando sui bilanci quotidiani in un momento in cui le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati risentono ancora delle forti oscillazioni geopolitiche mondiali.

Costi flotta in aumento: la pressione finanziaria sui veicoli commerciali

Le ripercussioni più pesanti di questa manovra asimmetrica si concentrano sui gestori delle flotte aziendali e sulle imprese di logistica. Il gasolio rimane la motorizzazione predominante per la quasi totalità dei veicoli commerciali leggeri (LCV) e dei mezzi pesanti impiegati nel trasporto merci sul lungo raggio. La riduzione del beneficio fiscale incrementa immediatamente il Total Cost of Ownership (TCO) dei parchi auto aziendali, riducendo i margini operativi dei raggruppamenti logistici.

Questa pressione economica sui costi vivi alla pompa agirà da forte acceleratore industriale, forzando i pianificatori della mobilità corporate a rivedere la composizione delle car policy aziendali. Lo scenario spingerà verso l’abbandono delle motorizzazioni termiche tradizionali a favore di una conversione accelerata verso veicoli commerciali leggeri 100% elettrici per le consegne dell’ultimo miglio o verso motorizzazioni full-hybrid ed ecologiche per i profili di missione misti.

 

Redazione Fleetime

 

Fonte MEF