Caos Motorizzazioni: revisioni bloccate per migliaia di furgoni
Tempi d’attesa fino a 5 mesi: le aziende chiedono una proroga d’urgenza
Logistica “ultimo miglio” al collasso
Le denunce arrivate dai rappresentanti degli autotrasportatori parlano di tempi d’attesa che raggiungono ormai i 5 mesi per ottenere un appuntamento per la revisione obbligatoria. Questo ritardo non rappresenta solo un problema amministrativo, ma una minaccia concreta per la logistica dell’ultimo miglio. Senza il certificato di revisione in regola, i mezzi sono costretti al fermo forzato per evitare pesanti sanzioni e il sequestro del veicolo. In un momento in cui l’e-commerce e le consegne rapide sono fondamentali per l’economia, avere una parte significativa della flotta ferma nei depositi significa interrompere il servizio ai clienti finali e subire perdite economiche ingenti.
La richiesta: proroga della validità delle carte di circolazione
Di fronte all’impossibilità tecnica della Motorizzazione di smaltire l’arretrato in tempi ragionevoli, le aziende e le associazioni di categoria stanno chiedendo a gran voce al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti l’emanazione di un decreto per una proroga d’urgenza della validità delle carte di circolazione. La proposta mira a consentire la libera circolazione dei mezzi che abbiano già effettuato la prenotazione della revisione, estendendo la validità del documento tecnico per almeno 180 giorni. Questa misura temporanea è ritenuta l’unica soluzione percorribile per evitare che migliaia di corrieri e autotrasportatori debbano scegliere tra l’illegalità e il fallimento operativo.
Un sistema da riformare per il settore B2B
Il caso scoppiato oggi mette a nudo le fragilità di un sistema che sconta anni di carenze di organico e una digitalizzazione ancora incompleta degli uffici provinciali. Le imprese sottolineano come il settore automotive e quello della logistica siano il cuore pulsante del PIL italiano e che un intoppo burocratico di questa portata non possa gravare interamente sulle spalle degli operatori privati. In attesa di una risposta ufficiale dal Ministero, il comparto resta in stato di massima allerta, con il rischio che le prime interruzioni nelle consegne urbane si manifestino già nelle prossime 48 ore.


Lascia un commento