Mercato automotive 2025: l’analisi dell’UNRAE
La 29a Sintesi Statistica evidenzia le sfasature della transizione energetica e la necessità di riforme fiscali per le flotte.
La contrazione ha interessato in modo trasversale quasi tutti i comparti industriali e commerciali del Paese. I veicoli pesanti hanno subito un arretramento del 2,5%, i veicoli commerciali leggeri (LCV) del 4,9% e il settore degli autobus ha registrato un calo del 19%, risentendo del fisiologico assestamento dopo i picchi del 2024 sostenuti dai fondi PNRR. In questo scenario, solo il comparto dei veicoli trainati ha mostrato un segno positivo, con una ripresa del 14,6%.
Il nodo della transizione energetica e della fiscalità aziendale
Il decollo della mobilità sostenibile in Italia evidenzia un sensibile distacco rispetto ai principali mercati continentali. La quota dei veicoli ricaricabili (ECV, che sommano elettriche pure e ibride plug-in) si è attestata al 12,8% (6,2% BEV e 6,6% PHEV), a fronte di una media del 31,2% registrata negli altri 30 Paesi europei. Come evidenziato dal Direttore Generale di UNRAE, Andrea Cardinali, le dinamiche degli incentivi legati al PNRR hanno generato un effetto attesa, concentrando i picchi di richiesta solo negli ultimi due mesi dell’anno.
Per l’anno in corso, la mancanza di incentivi strutturali per i privati e il costo dell’energia pongono al centro del dibattito la necessità di una profonda revisione in chiave ecologica della fiscalità legata alle auto aziendali. In quest’ottica, la flessibilità dello 0,3% concessa dalla Commissione Europea sui vincoli di bilancio – traducibile in un margine finanziario di circa 14 miliardi di euro – potrebbe rappresentare una risorsa strategica per attivare misure di defiscalizzazione mirate alla transizione delle flotte aziendali, vero motore del rinnovamento del parco circolante.
Infrastrutture di ricarica e anzianità del parco circolante
Sul fronte infrastrutturale, l’Italia ha superato la soglia dei 76.000 punti di ricarica pubblici (dati aggiornati al 31 marzo 2026), con un 22% delle installazioni caratterizzato da potenze uguali o superiori ai 50 kW. Tuttavia, con un rapporto di 15,5 punti di ricarica ogni 100 km di rete stradale, il Paese occupa il 16° posto nella classifica europea, distanziato dalla media comunitaria di 22,1 punti.
La lentezza del ricambio generazionale si riflette direttamente sulla composizione del parco circolante nazionale, che a fine 2025 contava circa 46,5 milioni di autoveicoli complessi, caratterizzati da un’elevata età media per singolo segmento:
- Autovetture: oltre 41 milioni di unità con un’età media di 13,0 anni (il 20,6% è antecedente alla normativa Euro 4).
- Veicoli commerciali leggeri: 4,6 milioni di mezzi con un’età media di 15,2 anni (il 35,5% è ante Euro 4).
- Veicoli industriali: 765.000 unità con un’età media di 14,5 anni (il 47,0% è inferiore allo standard Euro V).
- Autobus: 64.000 mezzi con un’età media di 10,8 anni.
Dinamiche globali e spinte competitive
A livello macroeconomico mondiale, su un totale di 77,5 milioni di autovetture immatricolate nel 2025, l’Asia consolida il proprio ruolo guida coprendo il 50% dei volumi globali, seguita dall’Europa (21%) e dall’area Nafta (20%). L’industria automobilistica europea si trova oggi a confrontarsi con la forte spinta propulsiva dei costruttori cinesi, in un contesto geopolitico e normativo complesso.
Le discussioni a Bruxelles sul regolamento emissioni, il dossier relativo ai Clean Corporate Vehicles e l’introduzione della clausola del “Made in Europe” all’interno dell’Industrial Accelerator Act delineano un quadro in evoluzione per i criteri di accesso agli appalti della Pubblica Amministrazione e agli incentivi, confermando l’importanza di analisi puntuali come la Sintesi Statistica UNRAE per orientare le scelte strategiche di tutti gli operatori B2B.
la Sintesi Statistica UNRAE – l’Auto 2025 può essere consultata anche dal portale dedicato: https://www.sintesistatistica-unrae.it/
Redazione Fleetime
Fonte UNRAE


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