Sostenibilità auto: lo studio RESET 2026 al Dealer Day
La ricerca di Quintegia e Findomestic Banca rivela che l’ESG è un fattore competitivo per l’80% dei clienti: i concessionari puntano su azioni concrete.
Sostenibilità auto, dalla teoria alla pratica: il manifesto dell’integrazione strutturale. Nel contesto dell’evoluzione del retail automobilistico, la conformità ai parametri di sostenibilità ha superato i confini della mera compliance normativa per trasformarsi in una leva di differenziazione commerciale. Durante i lavori dell’Automotive Dealer Day 2026 a Verona, è stato presentato lo studio RESET 2026, sviluppato da Quintegia in collaborazione strategica con Findomestic Banca. La ricerca evidenzia un quadro di profonda consapevolezza industriale: l’otto concessionarie su dieci dichiarano di possedere una Vision aziendale definita per lo sviluppo del proprio business, la quale acquisisce un valore economico e reputazionale superiore quando si intreccia nativamente con i principi ESG (Environmental, Social, and Governance).
L’indagine ha adottato una metodologia rigorosa attraverso una doppia indagine quantitativa che ha coinvolto un campione pari al 25% delle concessionarie operanti in Italia e ben 3.847 acquirenti di vetture nuove. I risultati certificano che l’ESG non può più essere ridotto a una dichiarazione di facciata. Come sottolineato da Tommaso Bortolomiol, CEO di Quintegia, la credibilità e la rilevanza territoriale del dealer si costruiscono esclusivamente accompagnando la Vision con servizi e azioni tangibili. Chiara Cavalli, Chief Sustainability Officer di Findomestic Banca, ha ribadito la necessità di integrare questi principi by design all’interno dei processi decisionali, trasformando la sostenibilità in un driver strategico a lungo termine.
La sensibilità del consumatore e il nodo della governance
Il report RESET 2026 mette in luce dati strutturali consolidati riguardanti il posizionamento del cliente finale. Nel 2026, l’84% dei consumatori si dichiara altamente sensibile alle tematiche della sostenibilità ambientale, mentre l’85% manifesta una spiccata attenzione verso i parametri della responsabilità sociale d’impresa. Il dato più dirompente emerge tuttavia sul fronte della governance aziendale: il 92% del campione esprime un interesse attivo per la trasparenza e la gestione etica delle concessionarie, una metrica quasi raddoppiata rispetto al 53% registrato nel 2024. Questo scenario proietta il dealer nel ruolo di vero e proprio ambasciatore sul territorio dei valori del marchio automobilistico rappresentato.
Sul versante interno delle reti distributive, l’allineamento dei valori deve fare i conti con un portafoglio marchi sempre più complesso: all’interno dei primi 50 dealer italiani, il numero medio di brand rappresentati è balzato dai 6,5 del 2019 ai 10,7 del 2025. All’interno di questa complessità, il 79% dei concessionari ritiene di mantenere una forte coerenza con le identità delle case mandanti. Tuttavia, si registra una discrepanza interna sulle priorità: mentre i clienti esigono attenzione all’ambiente, le reti si concentrano prevalentemente sulla responsabilità sociale (73%) e sulla governance (72%), lasciando la transizione ecologica al 50% delle priorità dei dealer, nonostante investimenti già avviati in impianti fotovoltaici ed efficienza energetica.
Il divario della percezione: colmare il vuoto tra comunicazione e azione
La vera sfida competitiva emersa a Verona risiede nella gestione della percezione esterna e nella trasparenza dei messaggi pubblicitari. Se l’82% degli acquirenti considera fondamentale il contributo economico e sociale fornito dalla concessionaria alla comunità locale, meno di un cliente su due (il 42%) percepisce un reale e simmetrico allineamento tra la comunicazione istituzionale del dealer e le sue azioni concrete. Questo divario evidenzia il rischio di incorrere in operazioni di facciata percepite negativamente dal mercato.
Per trasformare la Vision in un asset finanziario misurabile, lo studio indica tre condizioni chiave: la perfetta coerenza tra l’identità del distributore e i brand in portafoglio, la selezione di partner di filiera che condividano i medesimi standard etici e lo sviluppo di una comunicazione trasparente ed efficace verso clienti, dipendenti e stakeholder. In quest’ottica, i parametri ESG si affermano come un linguaggio di mercato a tutti gli effetti, un fattore competitivo destinato a incidere sulla solidità delle relazioni commerciali di lungo periodo lungo l’intera filiera automotive.
Redazione Fleetime
Fonte Quintegia


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