Target UE Flotte: L’Europa accelera sull’elettrificazione B2B
Il dibattito legislativo si infiamma: nuove proposte puntano a obiettivi di sostenibilità senza precedenti per le aziende.
Sebbene le discussioni iniziali si fossero attestate su soglie più conservative, la pressione politica e ambientale di queste ore sta portando a una revisione al rialzo. L’obiettivo è chiaro: rendere le flotte aziendali il volano principale per la transizione energetica del continente.
Perché il 2026 è l’anno della svolta
La proposta attualmente sul tavolo dei relatori del Parlamento Europeo non è solo una dichiarazione d’intenti, ma una strategia industriale. Puntare a una flotta elettrica al 69% entro la fine del 2026 (per le nuove immatricolazioni) permetterebbe di immettere sul mercato milioni di veicoli a zero emissioni, alimentando in tempi brevi un mercato dell’usato elettrico accessibile a tutti.
Le aziende si trovano quindi di fronte a un bivio: anticipare i tempi del rinnovo del parco auto o rischiare di incorrere in restrizioni e nella perdita di sussidi governativi per i motori endotermici, che potrebbero sparire già dal 2028.
Le implicazioni per il settore B2B
Per i fleet manager e le società di noleggio, questa accelerazione comporta una revisione immediata dei piani di approvvigionamento. Oltre alla scelta dei veicoli, il dibattito di oggi tocca punti cruciali come:
- Infrastrutture: L’obbligo di ricarica capillare presso le sedi aziendali.
- Fiscalità: Revisione dei fringe benefit in base alle emissioni reali.
- Residui: Gestione del valore residuo dei veicoli diesel e benzina in rapida svalutazione.
In conclusione, le decisioni che verranno ratificate nelle prossime ore a Bruxelles definiranno la competitività del settore automotive europeo per il prossimo decennio.
Redazione Fleetime
Commissione Europea / EUR-Lex


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