Veicoli commerciali leggeri

Le immatricolazioni segnano -0,1%, mentre i BEV scendono al 2,9% del mercato

Veicoli commerciali leggeri – Il mercato italiano dei veicoli commerciali leggeri archivia aprile 2026 all’insegna della sostanziale stabilità. Dopo il lieve recupero registrato a marzo, le immatricolazioni si fermano a 15.205 unità, in lieve calo dello 0,1% rispetto alle 15.220 unità dello stesso mese del 2025, anno che aveva già evidenziato una contrazione del 7,6%.

Il bilancio del primo quadrimestre resta comunque negativo: da gennaio ad aprile 2026 sono stati immatricolati 62.315 veicoli commerciali leggeri, contro i 63.052 dello stesso periodo del 2025, con una flessione complessiva dell’1,2%.

Cresce il noleggio a breve termine

A sostenere il mercato continua a essere soprattutto il noleggio a breve termine, che ad aprile registra una crescita del 58,1%. Senza questo contributo, il comparto avrebbe chiuso il mese con un calo del 3,1%. Il settore mostra inoltre una forte concentrazione: nel primo quadrimestre del 2026 il 43% delle immatricolazioni legate al noleggio a breve termine è riconducibile a un solo marchio. Più in difficoltà invece il noleggio a lungo termine, che continua a perdere quota soprattutto a causa della contrazione delle società captive, mentre enti e società confermano la leadership del mercato con il 41,6% di share ad aprile.

Veicoli elettrici in frenata

Il dato più significativo riguarda ancora una volta le alimentazioni elettrificate. I veicoli commerciali elettrici puri (BEV) perdono terreno, fermandosi al 2,9% del mercato ad aprile, in calo rispetto al 3,6% di marzo e al 3,3% registrato nello stesso mese del 2025. In crescita invece i modelli plug-in hybrid, che passano dallo 0,6% di quota dello scorso anno al 2,5% attuale, mentre le motorizzazioni ibride salgono al 10% del totale. Il diesel resta dominante nonostante una lieve contrazione, con una quota del 79,7%, mentre il benzina scende al 3,4%. Il GPL si attesta invece all’1,6%.

Incentivi ancora fermi, UNRAE chiede interventi rapidi

Nel commentare l’andamento del mercato, UNRAE evidenzia come gli incentivi annunciati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy per il 2026 non siano ancora operativi. L’associazione chiede quindi che il piano venga rapidamente ufficializzato per evitare ulteriori rallentamenti del mercato e sostenere concretamente la transizione energetica del comparto. Secondo UNRAE, infatti, l’incertezza normativa rischia di alimentare un effetto attesa che potrebbe frenare ulteriormente gli investimenti delle imprese.

L’Europa valuta obiettivi CO2 meno severi

Sul fronte normativo europeo emergono intanto segnali di possibile revisione dei target ambientali per i veicoli commerciali. Come sottolineato dal presidente di UNRAE, Roberto Pietrantonio, il primo report del Parlamento Europeo sulla revisione del regolamento delle emissioni di CO2 ipotizza obiettivi meno stringenti per il settore.

La proposta prevede infatti il passaggio dal target del -40% al -30% entro il 2030 e dal -90% al -80% entro il 2035. Secondo l’associazione, si tratta di un approccio più pragmatico, capace di accompagnare la transizione energetica senza compromettere competitività industriale e capacità di investimento delle aziende.

CO2 media in lieve diminuzione

Dal punto di vista ambientale, ad aprile la CO2 media ponderata dei veicoli commerciali leggeri immatricolati in Italia scende dello 0,4%, attestandosi a 188,3 g/km rispetto ai 189,0 g/km dello stesso mese del 2025. Nel cumulato dei primi quattro mesi dell’anno, la riduzione raggiunge invece il 2,2%.

Redazione Fleetime

Fonte UNRAE